"La vendita di quote di Villa Regina, bene che appartiene a tutta la comunità, non è in discussione. Quello che vogliamo fare, è affidarne la gestione a realtà di grande pregio, come la Fondazione Brera, in grado di creare connessioni culturali che superino i confini locali e inseriscano Bordighera in circuiti artistici e culturali di livello nazionale e internazionale". Lo dichiara la candidata a sindaco della città delle palme Marzia Baldassarre (Bordighera Domani), che pensa ad un futuro di Bordighera nel segno della rinascita culturale.
"La storica dimora un tempo di proprietà della prima regina d’Italia, Margherita di Savoia, e oggi in capo a Provincia (che detiene il 70 percento delle quote) e Comune di Bordighera (30 percento) è chiusa da tempo, dopo un lungo e necessario restauro" - sottolinea Baldassarre - "Per riaprirla al pubblico, dopo il successo della mostra dedicata al pittore Claude Monet, che nel 1884 soggiornò a Bordighera dove dipinse alcuni dei suoi capolavori, nel settembre 2024, l’immobile era stato affidato alla società Else srl, che fa capo a Bizzi&Partners. Nove gli anni della concessione, basata su un accordo che prevede per il Comune un canone mensile di 1000 euro, oltre al 2% degli incassi della bigliettazione ma la villa, ad oggi, resta ancora chiusa al pubblico".
"Se ora sarebbe impensabile, alla luce del contratto stipulato con la società, affidarla ad altri enti, questo non significa che non si possa lavorare per farlo in futuro o che non si possa ragionare con i concessionari stessi. Sappiamo bene che oggi esistono vincoli e condizioni che non consentono ancora una gestione pienamente libera di alcuni luoghi simbolici, come la villa" - precisa Baldassarre -"Tuttavia, i primi passi compiuti vanno nella direzione giusta: affidare questi spazi a enti o fondazioni di alto profilo culturale, capaci di sviluppare progettualità autentiche, autorevoli e di respiro internazionale".
"Anche perché la cultura deve essere il cuore pulsante della nostra amministrazione" - sottolinea la candidata a sindaco - "E quando parliamo di cultura non possiamo limitarci a immaginarla soltanto all’interno di edifici prestigiosi, biblioteche o spazi istituzionali: dobbiamo concepirla come un’esperienza diffusa, viva, accessibile, capace di attraversare l’intera città. E Bordighera possiede un patrimonio straordinario che va vissuto come un vero museo a cielo aperto: i suoi parchi, le sue piante monumentali, i suoi giardini e soprattutto le sue ville storiche rappresentano un’eredità culturale unica, che deve tornare ad essere protagonista della vita cittadina e dell’attrattività internazionale del territorio".
"Bordighera ha, da sempre, una naturale vocazione internazionale" - aggiunge - "Una vocazione che non riguarda soltanto la dimensione turistica ma che appartiene profondamente alla sua storia, alla sua identità e alla sua capacità di attrarre sensibilità, idee e culture differenti. La nostra visione è chiara: costruire un’offerta culturale ampia e contemporanea, capace di abbracciare molteplici linguaggi espressivi, dall’arte alla fotografia, dal teatro alla musica, dalla danza alle arti visive, creando un dialogo armonioso tra memoria storica e innovazione".
"Da un lato, vogliamo valorizzare l’identità storica della città, il legame con la tradizione inglese e il patrimonio artistico lasciato da figure come Claude Monet; dall’altro, vogliamo aprire Bordighera alle esperienze più innovative dell’arte contemporanea, affinché la città possa diventare un punto di riferimento culturale dinamico, vitale e riconosciuto" - conclude Marzia Baldassarre - "Per raggiungere questo obiettivo servono visione, competenze e partnership culturali di alto livello. Solo attraverso collaborazioni autorevoli e una progettualità ambiziosa possiamo restituire a Bordighera il ruolo culturale internazionale che merita".

















