Dopo la condanna a sei mesi di carcere in Egitto, il caso di Nessy Guerra si trasforma in una mobilitazione nazionale. Domani sera, in contemporanea con la puntata de Le Iene, partirà un flash mob online coordinato per chiedere l’intervento del Governo italiano e il rientro in Italia della donna sanremese e della figlia Aisha, di tre anni.
L’iniziativa nasce da una petizione lanciata su Change.org dalla giornalista Roberta Rei, che ha già raccolto quasi 50.000 firme e continua a crescere di ora in ora. I promotori, insieme a influencer e personalità pubbliche, daranno vita a un’azione social simultanea, taggando la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani con l’hashtag #RiportiamoNessyACasa.
“La protezione di una bambina italiana non ha confini e condanne locali che tengano”, afferma Rei, che invita a una partecipazione massiccia per accendere i riflettori su una vicenda che da tre anni si trascina tra tribunali e tensioni familiari.
Al centro della mobilitazione non c’è solo la posizione giudiziaria di Nessy Guerra, ma soprattutto il futuro della piccola Aisha, cittadina italiana, oggi bloccata in Egitto a causa di un divieto di espatrio imposto dal padre. Secondo quanto riportato nella petizione, la bambina rischierebbe l’affidamento al genitore, già condannato in Italia in via definitiva per stalking, maltrattamenti e violenza sessuale.
Una situazione che ha spinto migliaia di persone a esporsi pubblicamente. Tra queste anche l’attrice Micol Olivieri, nota per il ruolo di Alice ne I Cesaroni: “Voglio occuparmi anche io di questa cosa, è assurdo quello che sta succedendo”.
Il caso, già noto a livello nazionale, si inserisce in un contesto estremamente delicato. Nessy Guerra è stata condannata per adulterio, un reato che in Italia è stato abolito nel 1968, ma che in Egitto resta previsto dal codice penale.
Nel frattempo, madre e figlia vivono in condizioni di forte limitazione. “Sono costrette a vivere nascoste da tre anni”, si legge nell’appello. “Aisha non può uscire, non può giocare, non può vivere la sua infanzia”.
La richiesta che emerge dalla mobilitazione è chiara: un intervento diretto delle istituzioni italiane per sbloccare la situazione e garantire il rientro in Italia delle due cittadine. La pressione dell’opinione pubblica cresce e, con il flash mob di domani, potrebbe raggiungere il suo punto più alto. Una mobilitazione che prova a trasformare un caso individuale in una questione nazionale, con un obiettivo preciso: riportare Nessy e Aisha a casa.

















