È il giorno più delicato. Oggi si tiene l’udienza davanti alla Corte d’Appello di Hurghada per il caso di Nessy Guerra, la giovane madre sanremese condannata in primo grado a sei mesi di carcere in Egitto. Un passaggio chiave, che potrebbe già portare alla sentenza e dunque a una svolta nella vicenda.
La difesa si presenta in aula con un impianto costruito negli ultimi mesi, fatto di testimonianze e ricostruzioni che puntano a ribaltare o almeno modificare la decisione di primo grado. L’obiettivo è chiaro: ottenere un esito favorevole senza dover affrontare un ulteriore passaggio in Cassazione, che allungherebbe ancora tempi e incertezza.
La partita legale. L’udienza odierna rappresenta un crocevia. I giudici dovranno decidere se confermare la condanna rendendola esecutiva oppure rivederla, intervenendo sulla pena o sul merito del procedimento. Per la giovane e per chi la segue da mesi, si tratta di un momento decisivo non solo sul piano giudiziario, ma anche personale, in una vicenda che ha già assunto una forte dimensione pubblica e mediatica.
Il messaggio alla vigilia. Alla vigilia dell’udienza, Nessy Guerra ha pubblicato un nuovo video sui propri canali social, tornando a raccontare la situazione che sta vivendo. “Dopo la condanna che ho ricevuto a sei mesi di carcere qui in Egitto, per la quale è in corso un ricorso, oggi si terrà l’udienza davanti alla Corte d’Appello di Hurghada, dove il giudice deciderà se confermare la pena oppure modificarla”, spiega.
Nel video, la giovane riferisce anche di nuovi contatti ricevuti dall’ex compagno: “Mi ha scritto che, se tornassi con lui e facessi la pace, ritirerebbe tutte le denunce evitandomi il carcere. Se invece continuo per la mia strada, farà altre denunce e mi farà finire in carcere”.
“Ho paura per noi”. Nel racconto emerge con forza anche il timore per la propria sicurezza e per quella della figlia: “Devo recarmi in Tribunale davanti a questa persona e ho paura per quello che potrebbe succedere, non all’interno, ma una volta usciti”.
Un appello che si inserisce in una richiesta più ampia di attenzione: “Chiedo di condividere questi video, perché sono anni che chiediamo aiuto. Temo per la nostra incolumità, soprattutto per quella della mia bambina”.
Attesa per la decisione. La giornata di oggi potrebbe dunque rappresentare un punto di svolta. La difesa punta a un risultato positivo che consenta di chiudere la partita in appello, mentre resta alta la preoccupazione per le conseguenze di una eventuale conferma della condanna.














