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Attualità | 30 gennaio 2026, 07:14

Caso Nessy Guerra, i messaggi dell’ex marito al legale egiziano: soldi, media e politica sullo sfondo

Sono ora all’attenzione della difesa le comunicazioni private inviate all’avvocato della donna

Nella foto Nessie con l'ex marito, Tamer

Nella foto Nessie con l'ex marito, Tamer

C’è un filo che nelle ultime ore attraversa il caso di Nessy Guerra: quello delle comunicazioni private inviate dall’ex marito direttamente al legale egiziano della donna, ora all’attenzione della difesa, composta dai legali Agata Armanetti per l'Italia e l'avvocato Mandoer per l'Egitto. Messaggi che non entrano nel merito dei procedimenti giudiziari in corso, ma che ruotano attorno a un’ipotesi di “accordo” extragiudiziale, legata a condizioni di natura economica e a una precisa gestione dell’esposizione mediatica del caso.

Il contenuto delle comunicazioni evidenzierebbe una insistenza su una possibile soluzione negoziale della vicenda, costruita attorno a condizioni precise e riproposta in più passaggi. Nei messaggi verrebbero richiamate percentuali di denaro come base di una ipotesi di intesa, insieme all’idea che la chiusura del caso possa passare anche da una gestione pubblica della vicenda, attraverso una narrazione ritenuta “riparatoria” sul piano mediatico. In questo quadro compaiono anche valutazioni sull’impatto politico del caso in Italia e sulle possibili ricadute istituzionali generate dall’esposizione televisiva e giornalistica della storia.

Un’impostazione che, secondo chi ha potuto esaminare le comunicazioni, non entra mai nel merito delle accuse né delle decisioni dei tribunali egiziani, ma sembra muoversi su un piano parallelo, esterno alla dialettica processuale. Il confronto verrebbe infatti spostato su elementi estranei all’istruttoria giudiziaria – come la pressione dell’opinione pubblica, il peso mediatico del caso e il contesto politico internazionale – nel tentativo di orientare l’esito complessivo della vicenda al di fuori delle aule di giustizia.

Elementi che, sempre secondo la lettura della difesa, non configurano prese di posizione giuridiche né atti formali, ma delineano un tentativo di gestione extragiudiziale del conflitto, affidato a una trattativa privata e a dinamiche comunicative e istituzionali che prescindono dai procedimenti in corso.

È in questo contesto che si inseriscono anche le dichiarazioni televisive rilasciate in queste settimane dalla stessa Nessy Guerra, che continua a riferire pubblicamente di pressioni e timori legati al comportamento dell’ex marito. Un racconto che procede sul piano mediatico mentre, sul fronte legale, i procedimenti egiziani seguono il loro corso, con rinvii e passaggi istruttori che tengono la donna e la figlia in una condizione di incertezza prolungata.

Proprio mentre la difesa valuta il peso e il significato delle comunicazioni indirizzate al legale egiziano, è arrivata una notizia di segno diverso sul piano istituzionale. Nelle scorse ore, infatti, la difesa della donna ha appreso dell’apertura di un canale diplomatico tra Italia ed Egitto sul caso. Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelaty ha risposto a una lettera del vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, assicurando che la vicenda è all’attenzione delle autorità egiziane e che esiste una collaborazione in corso sul piano giudiziario.

Ad oggi, però, a queste parole non hanno fatto seguito sviluppi concreti sulla posizione di Nessy Guerra e della figlia. Nessun provvedimento nuovo, nessun cambiamento immediato dello scenario. Per questo, nelle prossime ore, attraverso il canale del consolato egiziano, i legali cercheranno di comprendere meglio il significato operativo delle dichiarazioni del ministro egiziano e se l’apertura diplomatica potrà tradursi in conseguenze effettive sulla situazione della donna.

Il caso resta dunque sospeso tra due piani: da un lato le comunicazioni private e le pressioni che la difesa sta analizzando con attenzione; dall’altro un dialogo istituzionale che, per ora, resta sul piano delle intenzioni. In mezzo, la condizione di Nessy Guerra e di sua figlia, ancora in attesa che dalle parole si passi ai fatti.

Andrea Musacchio

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