/ Attualità

Attualità | 02 gennaio 2026, 19:11

Polemica per la 'Campana dei bimbi non nati' a Villa Giovanna d'Arco: la protesta di 'Non una di meno' del Ponente Ligure

Secondo il collettivo, la scelta del vescovo non rappresenta una sorpresa

Polemica per la 'Campana dei bimbi non nati' a Villa Giovanna d'Arco: la protesta di 'Non una di meno' del Ponente Ligure

Continua a suscitare polemiche l’iniziativa del vescovo di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta, che il 29 dicembre ha fatto installare una campana sul tetto della Curia di Imperia. La campana, secondo quanto comunicato dalla diocesi, risuonerà ogni sera alle 20 per ricordare i bambini non nati a causa dell’aborto. A intervenire con una dura presa di posizione è il collettivo Non Una Di Meno Ponente Ligure, che in un comunicato diffuso il 30 dicembre critica l’iniziativa definendola parte di una più ampia “propaganda patriarcale” e di una visione giudicata regressiva sui diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+.

Secondo il collettivo, la scelta del vescovo non rappresenta una sorpresa, ma si inserisce in un percorso coerente con le sue posizioni pubbliche contro la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, contro la comunità LGBTQIA+ e con la sua partecipazione a iniziative promosse da forze politiche di destra. Nel comunicato si sottolinea inoltre come, in Italia, la legge 194 venga “quotidianamente disattesa” a causa dell’alto numero di obiettori di coscienza e del progressivo smantellamento dei consultori pubblici per effetto dei tagli alla sanità e al welfare.

'Non una di meno' respinge l’idea che l’aborto debba essere associato a vergogna o immoralità e ribadisce il principio dell’autodeterminazione: “Libera scelta significa libera scelta, nessuno deve permettersi di giudicare”, si legge nella nota, che richiama uno degli slogan storici del movimento femminista: “Sul mio corpo decido io”. Nel comunicato non manca anche una critica alla selettività dell’impegno morale della Chiesa, con un riferimento alle vittime civili delle guerre in corso, in particolare a Gaza, per le quali – secondo il collettivo – non si registrerebbero analoghi gesti simbolici. Si riapre il dibattito locale e nazionale sul rapporto tra istituzioni religiose, diritti riproduttivi e libertà di scelta, temi che continuano a dividere l’opinione pubblica.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium