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Cronaca | 23 novembre 2025, 07:25

Social sotto accusa: a Bordighera foto sbagliate trasformano innocenti in 'ladri' e il caso potrebbe portare a querele

L’ennesimo caso di gogna digitale riaccende il dibattito sull’uso irresponsabile dei social e sulle conseguenze della diffamazione online

Social sotto accusa: a Bordighera foto sbagliate trasformano innocenti in 'ladri' e il caso potrebbe portare a querele

Il paradosso dei social viene a galla proprio in questo modo: la gente scrive, la gente pubblica foto e immagini, la gente non si preoccupa delle conseguenze e lo fa senza un minimo di verifica. Siamo nell’era dove il cosiddetto ‘bar dello sport’ si è trasferito sul web e dove chiunque ha il ‘potere’ di accedervi. Ma, ogni tanto la falla si apre e si espande a macchia d’olio perché quella ‘gente’ per un like in più mette alla gogna persone che non c’entrano nulla con quanto pubblicato. E’ accaduto in queste ore a Bordighera, dove c’è chi ha pubblicato la foto di presunti ‘ladri’ che, invece, tali non erano. E, ovviamente, ha scatenato l’ira dei genitori che passeranno alle vie legali.

“State diffamando persone oneste e di famiglie conosciute a Bordighera e non solo, che hanno un'ottima reputazione. Ci recheremo dai Carabinieri per denunciare la violazione della privacy e la diffamazione”: questo il tono di uno dei messaggi pubblicati sui diversi gruppi bordigotti che prelude alla denuncia, più che comprensibile. Ecco, questi sono i tanto decantati social: luoghi che dovrebbero essere di svago e di condivisione di momenti divertenti, di foto per fare gruppo e amicizia e che, invece, sono diventati una vera e propria follia… per un like in più. Chi fa il mestiere di chi scrive rischia sempre del suo: una virgola o una parola sbagliata e si finisce in tribunale. Sui social… poco o niente.

Negli anni abbiamo assistito a video di insulti, improperi e accuse di ogni genere finire nel dimenticatoio. Poi, se noi non pubblichiamo eventuali nomi di ladri o spacciatori (che non ci vengono forniti dalle forze dell’ordine per ragioni di privacy) veniamo a nostra volta tacciati come omertosi. Sui social no, si può fare di tutto. Chissà che, questa volta, chi ha ‘sputtanato’ persone oneste etichettandole come ladre pagherà. Vedremo.

Carlo Alessi

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