"Il 28 dicembre a Sanremo è stata inaugurata la cosiddetta “Campana dei Bimbi non Nati”, collocata nella torretta di Villa Giovanna d’Arco. Ogni sera alle 20, quella campana suona. Ma per chi suona davvero? E soprattutto: a nome di chi?" Sono le parole di Paolo Germano, segretario del circolo 'Valeria Faraldi' del Partito della Rifndazione comunista di Sanremo.
"La scelta di installare un simbolo fortemente connotato dal punto di vista ideologico e religioso - prosegue Germano - all’interno di uno spazio pubblico solleva interrogativi profondi sul rispetto della laicità dello Stato e della memoria democratica del nostro Paese. Interrogativi che non possono essere liquidati come polemica, perché affondano le loro radici nella storia civile italiana. La legge 194, che dal 1978 disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza, non è una norma calata dall’alto o frutto di una maggioranza occasionale. È una legge che è stata sottoposta al giudizio diretto dei cittadini e delle cittadine italiane in due referendum abrogativi, svoltisi il 17 e 18 maggio 1981, con una partecipazione straordinaria: oltre il 79% degli aventi diritto. In quella occasione, gli italiani furono chiamati a pronunciarsi su due quesiti opposti. Il primo, promosso dal Partito Radicale, mirava a liberalizzare ulteriormente la legge 194; il secondo, sostenuto dal Movimento per la Vita, puntava invece a restringerne l’applicazione. Entrambe le proposte furono respinte con nettezza. L’88,4% dei votanti disse “No” alla liberalizzazione radicale, mentre il 68% disse “No” alla restrizione. Un doppio rifiuto che confermò, in modo inequivocabile, il sostegno alla normativa esistente e segnò uno dei momenti più alti di partecipazione civile nella storia repubblicana".
"Da allora non ci sono stati referendum abrogativi sull’aborto. Questo dato non è marginale: significa che la legge 194 ha superato la prova del tempo e del consenso popolare. Ciò non toglie che il dibattito sulla sua applicazione sia ancora vivo, soprattutto per quanto riguarda l’accesso effettivo ai servizi e il tema dell’obiezione di coscienza. Dati recenti, relativi al 2024 e al 2025, mostrano forti disuguaglianze territoriali, con regioni – come il Veneto – in cui l’esercizio di un diritto sancito dalla legge risulta di fatto ostacolato. È in questo contesto che l’inaugurazione della 'Campana dei Bimbi non Nati' assume un significato politico preciso. Non si tratta di un gesto neutro o puramente commemorativo, ma di un messaggio simbolico che si inserisce nel dibattito pubblico prendendo posizione contro una legge dello Stato, confermata da un voto popolare chiaro e ripetuto. In uno Stato laico, dove il potere temporale non soggiace a quello ecclesiastico, l’uso di spazi pubblici per veicolare messaggi ideologici di matrice religiosa rappresenta una forzatura. Non è una questione di fede personale, che va sempre rispettata, ma di confini tra sfera privata e istituzioni pubbliche. La laicità non è ostilità alla religione: è garanzia di libertà per tutte e tutti".
"Ogni sera alle 20 - termina Germano - quella campana suona. Ma il rischio è che il suo rintocco non sia un invito alla riflessione, bensì un tentativo di riscrivere la storia, ignorando la volontà popolare espressa con forza e chiarezza. La democrazia, però, non suona a comando: parla attraverso il voto, le leggi e il rispetto delle istituzioni repubblicane. Ricordarlo oggi non è un atto ideologico, ma un dovere civile".














