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Cronaca | 14 giugno 2021, 07:11

Ventimiglia: ieri pomeriggio l'omicidio-suicidio alle Gianchette, oggi scattano gli interrogativi su quanto è successo (Foto e Video)

Per gli inquirenti ora inizia il momento in cui si devono ricostruire i dettagli e, mentre scende la sera alle Gianchette, c’è purtroppo anche il classico rito dell’arrivo del carro funebre, proprio nel momento in cui arrivano parenti e amici.

Ventimiglia: ieri pomeriggio l'omicidio-suicidio alle Gianchette, oggi scattano gli interrogativi su quanto è successo (Foto e Video)

C’è chi pensa spesso che “Da noi tanto non succede” e, invece, una domenica di fine primavera ma con una temperatura ormai estiva, purtroppo “E’ successo’.

Stiamo parlando di un omicidio-suicidio, un femminicidio di cui si sente tanto parlare sui media nazionali e, si spera sempre che non accada vicino a te. Questa volta, però, “E’ successo” sotto casa, almeno per i ventimigliesi. Ieri pomeriggio il telefono squilla e ti raccontano quanto non avresti mai voluto sentire: “Sono quindi alle Gianchette e mi hanno detto che c’è stato un omicidio, la strada è chiusa”.

Allora fai quanto devi fare e parti per comprendere cosa sia realmente accaduto. Le Gianchette è un quartiere che, dall’inizio dell’emergenza migranti, vive i tanti problemi a loro legati ma, questa volta, è tutta un’altra cosa. Quando arriviamo la prima cosa che salta all’occhio è ovviamente l’auto dove Sharon è stata uccisa. Lei è lì, coperta da un telo apposto dai militi della Croce Verde prontamente intervenuti e che nulla hanno potuto. Tanta gente che vive nella zona e cerca di capire come possa essere accaduto.

I fatti sono quelli che abbiamo raccontato ieri. Lui, Antonio Vicari, ha visto passare Sharon in auto. Da quanto raccontano i testimoni avrebbe bevuto parecchio e in tasca ha una pistola, il perché non si sa. Si avvicina all’auto mentre il conducente è sceso, sembra per comprare le sigarette, ed esplode tre colpi di pistola. Per Sharon non c’è nulla da fare. Scappa via e raggiunge il greto del Roya da un cancello aperto sul parcheggio vicino. Non ci pensa due volte e si spara.

Sul posto arrivano i soccorritori e la gente attorno incomincia a parlare di quanto accaduto anni fa, quando Sharon e Antonio stavano insieme. Lui non ha mai accettato la separazione e il fatto che lei avesse un altro e ieri è arrivato il tragico epilogo di diverse minacce, verbali e on line (sui social) che dovranno essere vagliate dagli inquirenti, insieme alla denuncia fatta dalla stessa Sharon.

Strazianti le urla della madre, Anna, che chiama la figlia mentre viene consolata da amici e parenti. Intanto chi è nella zona sa di Antonio e delle sue minacce e si iniziano a guardare i profili social dell’uomo: “Pensa bene che anche quando dormi io sono lì molto vicino figurati quando sei con l'amante non c'è posto che puoi nasconderti” è uno dei messaggi: è stato scritto il 2 giugno scorso. Ma ce ne è un altro, del giorno prima: “Siamo due legati dentro da un amore che ci dà la profonda convinzione che nessuno ci dividerà”. E ancora: “Bene, abbiamo preso una strada senza via d'uscita”, il 31 maggio.

Ieri i tre colpi di pistola che hanno posto fine alla vita di Sharon, che lascia un figlio piccolo mentre l’amico che era in auto con Sharon è riuscito a ripararsi dietro al bancone di un bar. Per gli inquirenti ora inizia il momento in cui si devono ricostruire i dettagli e, mentre scende la sera alle Gianchette, c’è purtroppo anche il classico rito dell’arrivo del carro funebre, proprio nel momento in cui arrivano parenti e amici. “Dove la portano” chiedono al Carabiniere che li ferma. Poi anche loro devono andare via.

Alle Gianchette rimane solo l’auto dove è morta Sharon e si riapre la strada. Un pomeriggio che è stato, purtroppo, di ordinaria follia termina con la morte di una giovane vita e del suo carnefice.

Carlo Alessi

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