Delfini, capodoglio, balenottere e tursiope sono solo alcune delle specie marine che si possono trovare nel Santuario Pelagos, un'area protetta in mare che si trova anche davanti alla costa di Vallecrosia.
"Il mare è una risorsa importantissima, dobbiamo tutelarlo e farlo diventare un fiore all'occhiello. Ci siamo occupati di far partire un progetto turistico-ambientale che potesse caratterizzare la nostra zona, in particolare la provincia di Imperia, perché è quel tratto in cui vi è la più alta concentrazione di mammiferi, perciò, dobbiamo svilupparla e promuoverla" - svela il consigliere comunale Stefano Fullone - "Abbiamo una potenzialità enorme ma per svilupparla servono infrastrutture, cultura e conoscenza".
"Ho provveduto a far riattivare, da parte del Comune, il partenariato con il Santuario Pelagos, che è l’unica area marina internazionale dedicata alla protezione dei mammiferi marini e dei loro habitat nel Mar Mediterraneo" - fa sapere il consigliere comunale Stefano Fullone - "Vallecrosia, come comune costiero, fa parte dell'area tutelata che si estende su una superficie di 87.500 kmq e per 2.022 km di costa. L’area comprende le acque costiere e pelagiche di parte del Golfo del Leone, l’intero Mar Ligure, parte del Tirreno settentrionale e del Mar di Sardegna. Comprende anche due isole principali (Corsica e Sardegna del nord) e diverse isole minori francesi e italiane. Il Santuario comprende 241 comuni: 129 in Francia, 111 in Italia e 1 a Monaco. Otto specie di cetacei vivono regolarmente nel Santuario e la foca monaca può essere avvistata occasionalmente. I mammiferi marini del Santuario hanno caratteristiche morfologiche, abitudini ecologiche e sociali particolari".
"E' stato istituito da un Accordo multilaterale tra Francia, Italia e Monaco firmato a Roma nel 1999 ed entrato in vigore nel 2002. Nel 2001, in virtù delle disposizioni dell’articolo 16 dell’Accordo, il Santuario Pelagos è diventato 'Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea' (SPAMI) nell’ambito della convenzione di Barcellona" - sottolinea Fullone - "Il ruolo principale dell’accordo Pelagos è di promuovere misure di gestione per la protezione dei mammiferi marini e dei loro habitat. L’Accordo Pelagos si basa su un Piano di Gestione e di Azione che ha come visione d’insieme la valorizzazione di un approccio partecipativo alla tutela del Santuario. Il Piano di Gestione funge da guida, coniugando le attività nazionali con misure internazionali ritenute necessarie per la gestione del Santuario nel suo complesso. Il Piano di Gestione definisce i ruoli, le priorità, gli obiettivi e gli interventi da realizzare negli ambiti di networking, sensibilizzazione, formazione, valutazione dello stato delle specie, misure di gestione e governance dell’accordo. Questo progetto ha contribuito significativamente alla promozione di pratiche sostenibili di navigazione e pesca, al monitoraggio costante dello stato di salute del santuario e alla creazione di collaborazioni tra le varie parti interessate".
"Il partenariato fa in modo che i comuni partecipino attivamente alle attività propedeutiche al mantenimento e alla tutela dell'area protetta" - mette in risalto Fullone - "C'è un aspetto molto importante che è quello scientifico, culturale e ambientale che prevede dei progetti educativi da inserire in tutte le scuole di ordine e grado, ambientali come la pulizia delle spiagge e progetti culturali per imparare a tutelare anche il fondale marino".


































