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Cronaca | 14 giugno 2021, 15:25

Femminicidio a Ventimiglia, la seconda denuncia di Sharon presentata a fine maggio è arrivata in procura dieci giorni dopo

Perché sia arrivata in procura così in ritardo è dovuto al fatto che il fascicolo non è stato valutato come codice rosso, la legge che dal 2019 prevede maggiori tutele nei confronti delle donne vittime di violenza

Femminicidio a Ventimiglia, la seconda denuncia di Sharon presentata a fine maggio è arrivata in procura dieci giorni dopo

La seconda denuncia di Sharon Micheletti nei confronti di Antonio Vicari è arrivata in procura il 9 giugno, una decina di giorni dopo che la ragazza si era recata dai carabinieri per la seconda volta in pochi mesi, in seguito alla prima denuncia di fine marzo. (L'articolo QUI)

Perché sia arrivata in procura così in ritardo è dovuto al fatto che il fascicolo non è stato valutato come codice rosso, la legge che dal 2019 prevede maggiori tutele nei confronti delle donne vittime di violenza. In quel caso la denuncia di Sharon avrebbe avuto la priorità. E' probabile che però la misura prevista sarebbe stata un divieto di avvicinamento, che forse non avrebbe fermato comunque Vicari. A ogni modo i carabinieri, pur avvisando la procura della prima denuncia, anche quella per minacce di morte, la seconda l'avevano derubricata come minaccia singola, un reato di competenza del giudice di pace.

Da quello che stanno ricostruendo gli inquirenti, sembra che la giovane, che ieri è stata uccisa da Vicari con tre colpi di pistola mentre si trovava in auto alle Gianchette, quando si è presentata dai carabinieri per la seconda volta non avrebbe menzionato le continue minacce che da marzo riceveva dall'ex compagno, il quale sui social quasi quotidianamente palesava l'intenzione di ucciderla. Tuttavia Sharon lo aveva già fatto presente, sempre ai militari, in altre occasioni.

Nonostante questo nessun provvedimento è stato preso nei confronti di Vicari che uscito dal carcere per violenza sessuale e minacce nei confronti dell'ex moglie era libero di minacciare e postare foto su Facebook con armi che non avrebbe dovuto e potuto detenere.

Francesco Li Noce

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