Essenziale e rigoroso. E però tra le righe traspaiono la commozione ed il rispetto per i militari partiti da Ventimiglia per la campagna di Russia del 1942/43. Empatia per la loro sorte, per molti, fin dall'inizio, già segnata.
C'è tutto questo ne “I Fanti dell'89° raccontano”, opera di Bernardino Veneziano che, pur non essendo uno storiografo di professione, ci regala un libro storico a 360 gradi.
Protagonisti sono i militari “della Gallardi”, la mitica, possiamo dire, caserma ventimigliese, inviati sulle rive del Don in una delle imprese militari più devastanti della nostra storia.
Veneziano ne parlerà sabato prossimo nella Sala Polivalente del Chiosto di Sant'Agostino, a partire dalle 15.30, in un incontro organizzato in collaborazione con l'Associazione Pro Cultura Ventimiglia.
L'autore, che in quella impresa aveva lo zio Ivo, fratello del padre, ed un altro zio acquisito (Ivo non tornerà), entrambi sottoufficiali, partecipa emotivamente ma questo non gli impedisce di raccontarne le vicende e lo fa nella maniera apparentemente più facile: facendo parlare direttamente i “ragazzi dell'89°”, attraverso i loro diari, le loro lettere a casa ed altri scritti.
Va da sé che tutto ciò ha necessitato prima di un duro lavoro di ricerca, durato anni.
Il risultato è questo volume importante per comprendere un capitolo importante della nostra storia, perché a spiegarcela, come detto, sono direttamente loro: i soldati dalle trincee infestate da scarafaggi e topo e i loro ufficiali, che non ebbero certo sorti migliori.















