"Quale Coordinatore Provinciale di Futuro e Libertà per la Provincia di Imperia, credo sia doveroso, da parte mia, un commento sull’esito delle elezioni amministrative nella nostra provincia. Anzitutto, tengo ad esprimere il mio ringraziamento ai candidati sostenuti da FLI, per l’impegno e la passione profusa, e che, in molte realtà, ha consentito loro di ottenere risultati veramente lusinghieri e degni di nota, con quindi legittime aspettative di assumere ruoli di responsabilità nelle relative amministrazioni".
Lo scrive Giuseppe Fossati, coordinatore provinciale di Futuro e Libertà, commentando le elezioni amministrative. "Per fare una corretta analisi complessiva - prosegue - peraltro occorre innanzi tutto evidenziare come, fatta eccezione per la lista PdL-Udc a Diano Marina e della Lega a Vallecrosia, tutte le liste presenti nei vari comuni della Provincia di Imperia avessero una chiara caratterizzazione civica, molto spesso assolutamente trasversale agli schieramenti nazionali, e, pertanto, nella maggior parte dei casi, non sia corretto leggere i risultati delle singole liste in una chiave di lettura partitica nazionale. Esempio tipico credo sia la lista vincitrice a Vallecrosia, nella quale a fronte di un candidato Sindaco certamente molto caratterizzato politicamente (Biasi), la lista vedeva candidate persone che, sul piano nazionale, si collocano su posizioni anche distanti e/o antitetiche al PdL (UdC, FLI, PD, ecc.). A Vallecrosia, quindi, non è corretto dire che ha vinto il PdL ma sarebbe corretto riconoscere che ha vinto una lista, nella quale certamente erano presenti esponenti che fanno riferimento al PdL (anzitutto all’amico Biasi, al quale vanno i miei complimenti), ma, in realtà, espressione di uno schieramento più ampio, articolato e trasversale. Lo stesso può dirsi, a mio avviso, per la lista che ha vinto a Diano Marina che, certamente, non può dirsi una lista della Lega: è una lista nella quale è presente la Lega (anzitutto nella persona Sindaco Chiappori, ottima persona cui vanno i miei complimenti), ma fortemente caratterizzata dal punto di vista civico, con la presenza di persone che, sul piano nazionale non si riconoscono certo nella Lega: basta leggere i risultati dei singoli candidati per comprenderlo. Del resto, non è un mistero che questa lista abbia avuto anche l’appoggio di molte persone vicine a FLI, convinte, come me, che Chiappori sia la persona giusta per amministrare Diano Marina, ma che non condividono, sul piano nazionale, alcune posizioni della Lega. In altri termini, non credo che sia corretto attribuire ad uno o più partiti nazionali la vittoria di questo o quel comune nella nostra provincia: hanno vinto le persone, non i partiti, semmai, ai partiti può essere attribuito il merito di aver coinvolto e supportato persone che hanno riscosso il gradimento dei loro concittadini. Se poi si vuole necessariamente leggere in chiave politica nazionale il responso elettorale locale, è indubbio che siano usciti sconfitti i partiti che hanno scelto di caratterizzare politicamente la propria lista a Diano Marina, ossia PdL e UdC, sconfitti, inaspettatamente, anche dalla lista civica di Battistotti. Situazione simmetrica, del resto, a quanto avvenuto a Alassio (area politica omologa all’imperiese), dove la lista con i simboli del PdL e della Lega è stata sconfitta dalla lista civica di Avogadro, lista assolutamente trasversale e sostenuta anche da persone vicine a FLI. La lezione che si deve trarre è a mio avviso una sola: a livello di elezioni amministrative, in particolare per centri medio piccoli, ciò che conta è il progetto e le persone, non il simbolo di partito e, indubbiamente, c’è una disaffezione degli elettori verso chi continua a volere interpretare la politica come una rigida e spesso violenta contrapposizione tra destra, sinistra, tra buoni e cattivi e di chi pensa di poter 'nominare' non solo i dirigenti di partito, ma anche i Sindaci. La politica amministrativa è fatta, quanto meno nei centri medio piccoli, da buoni amministratori e cattivi amministratori, persone credibili e persone non credibili, persone che hanno dei progetti e persone che non hanno progetti, ecc.; poco o nulla conta la 'maglietta' di partito che indossano ed il 'padrino' politico che ha dato loro l’imprimatur'. La politica italiana, soprattutto a livello locale, sta cambiando. I cittadini lo hanno capito, alcuni dirigenti di partito ancora no; come spesso accade, del resto, il cittadino è più avanti di chi pretenderebbe di rappresentarlo".















