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Eventi | 21 marzo 2026, 07:21

Sanremo, Vacchino sull’Ariston e il Palafestival: “Progetto sì, ma niente doppioni, serve sostenibilità e funzionalità”

Il patron dell’Ariston anticipa lavori per i 50 anni del Festival nella storica sede e riflette sul futuro della nuova struttura

Sanremo, Vacchino sull’Ariston e il Palafestival: “Progetto sì, ma niente doppioni, serve sostenibilità e funzionalità”

Il Palafestival? Si può fare, purché non sia un doppione. E' la sintesi del pensiero di Walter Vacchino, patron dell'Ariston (con la sorella Carla), espresso fra i tanti temi toccati nella nuova puntata de “L'intervista”. “E' importante il progetto – sottolinea – L'Ariston funziona tutto l'anno, con varie attività: dal cinema al teatro, dai balletti alla prosa, ai concerti e altri eventi. Realizzare una nuova struttura è, paradossalmente, l'aspetto più semplice, ma prima ci si deve interrogare su come possa vivere, sostenersi, diventare un volano aggiuntivo per la città. Perché se si fa un doppione, un doppione muore. E' questo il pensiero che mettiamo nel piatto dei ragionamenti, poi qualsiasi progetto va visto e valutato”.

Intanto, Vacchino anticipa le mosse per cercare di adattare ancora meglio l'Ariston alle accresciute esigenze di spazio del Festival nella dimensione monstre assunta in questa ulteriore fase di sviluppo. E la prossima edizione segnerà il traguardo dei 50 anni dall'arrivo della kermesse nel teatro in via Matteotti (era il 1977), dopo la nascita e le pagine di storia scritte al Casinò. “Abbiamo già iniziato a ragionare su come migliorare la struttura - spiega Vacchino -, intervenendo sulla dislocazione interna per creare maggiori spazi con l'obiettivo della funzionalità, a cominciare dalla sala stampa, dalla sartoria, dal palco e dall'accessibilità ai camerini. Direi una revisione globale che ci consenta di offrire una struttura rinnovata, compatibilmente con le difficoltà legate ai regolamenti urbanistici e quant'altro, ai quali ovviamente ci atterremo. Perché l'Ariston lavora tutto l'anno in funzione del Festival.”

Quanto al Palafestival, sembra che qualcosa si stia muovendo, a giudicare dall'incontro che si è svolto nei giorni scorsi a Palazzo Bellevue tra il sindaco Alessandro Mager, da una parte, l'architetto sanremese Leonardo Corini e l'imprenditore Cesare Rosati (legati da interessi in Svizzera), dall'altra. L'ipotesi, tutta da sviluppare, è quella di una struttura polivalente sul fronte mare, con una possibile capienza di 4 mila posti. Potrebbe trattarsi di un nuovo ricorso alla formula del partenariato pubblico-privato, già utilizzata per alcune opere. Si vedrà.

Nell'attesa, tanto il sindaco quanto l'assessore Alessandro Sindoni (turismo e manifestazioni) hanno dimostrato più volte grande affezione per il binomio Festival/Ariston, considerando "iconica" l'ormai storica location.

Gianni Micaletto

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