Il muro è stato ricostruito e rinforzato con tiranti, ma la riapertura di via Duca d'Aosta slitta di un paio di settimane. Perché prima del 9 marzo non è disponibile l'impresa incaricata di stendere il manto d'asfalto sul tratto della strada per Poggio in cui la ditta Silvano & C. ha operato (per conto del Comune) negli ultimi cinque mesi, nel quadro dell’articolato e complesso piano per la messa in sicurezza della “collina che frana”, in località La Vesca. Da qui la nuova ordinanza emanata dal settore lavori pubblici di Palazzo Bellevue (dal quale dipende il servizio viabilità), che, di fatto, proroga l'interruzione della circolazione fino al 13 marzo, a fronte del fatto che la precedente disposizione scade oggi.
In tempo per “salvare” la mitica salita finale della Milano-Sanremo, la cui 117ª edizione è in calendario sabato 21 marzo. Per i corridori non ci saranno impedimenti, ma con la riapertura al traffico scatterà il senso unico alternato nel tratto in questione, per effetto degli “incastri” tra un cantiere e l'altro, in quanto si dovrà procedere a posare un grosso tubo in cui verranno convogliate le acque bianche che scendono dalla collina, dovendo pure scavare sull’Aurelia in attraversamento verso il versante mare. La conduttura risalirà poi via Duca d'Aosta fino ai piedi del santuario della Madonna della Guardia, quindi con successivi scavi che, di volta in volta, nei tratti interessati dai lavori, renderanno necessaria la circolazione su una sola corsia regolata da semafori.

Nell'area c'è anche il cantiere di Rivieracqua per la sostituzione delle vecchie tubazioni dell’acquedotto Roja, interrate sotto l’asfalto della statale, ora arrivato a pochi metri dall'incrocio con la strada per Poggio. Anche in questo caso opera l’impresa Silvano, che ha programmato la temporanea chiusura del cantiere con ripristino dell’asfalto nei punti già scavati per consentire il regolare passaggio della Classicissima di primavera. Successivamente, i lavori riprenderanno dalla parte opposta, dove la collocazione della nuova conduttura è avvenuta lo scorso anno fino all’altezza del vivaio, per non intralciare gli altri interventi, compreso il mega-cantiere Anas che continua a “puntellare” il versante franoso dopo aver piazzato circa 300 pali di consolidamento con varie modalità.
E nei prossimi giorni il colosso della viabilità provvederà a tagliare i vecchi pini marittimi (avrebbe ottenuto il via libera dalla perizia di un agronomo, stante la precaria salute degli alberi) per allargare la sede stradale e realizzare un nuovo marciapiede. Ma a tutt’oggi non si conosce una possibile data ufficiale di fine lavori, a distanza di tre anni dall’inizio. L’impressione è che il traffico continuerà a essere condizionato dai semafori per molto tempo ancora. Di sicuro, a un certo punto, dovrà essere utilizzata la corsia a monte, inagibile fin dai primi allarmi legati all’instabilità dell’area, già interessata da una grossa frana oltre un secolo fa e da cedimenti successivi di minore entità. Perché in quella a valle, dove adesso transitano i veicoli, si dovrà scavare per posare le nuove tubazioni.
















