Un ponte tra storia e attualità, tra memoria e innovazione. In piazza, lo stand dell’Arma dei Carabinieri ha attirato l’attenzione di cittadini e curiosi grazie all’esposizione di una Alfa Romeo Giulia d’epoca, simbolo di un’epoca e di un modo di vivere il servizio sul territorio.
Protagonista dell’allestimento la storica Alfa Romeo Giulia Super 1.6, prodotta tra il 1962 e il 1972, 1570 di cilindrata e 90 cavalli di potenza, capace di raggiungere i 175 chilometri orari con cambio a cinque marce. Accanto a lei, la Giulia 1.6 TI, altro modello iconico che per anni ha rappresentato la mobilità operativa dell’Arma. Un confronto volutamente simbolico: la vecchia Giulia e quella nuova, il passato e il presente dell’Arma messi uno di fronte all’altro per raccontare un’unica storia.
Un’icona che ha fatto epoca. La Giulia non è soltanto un’auto storica. È un’immagine impressa nella memoria collettiva, la “fidanzata dei Carabinieri”, come spesso è stata definita. Per decenni ha accompagnato pattuglie e interventi, diventando parte integrante del paesaggio urbano e rurale italiano.
Il veicolo, destinato prevalentemente ai servizi radiomobili a livello di Comando di Gruppo e Provinciale e poi alle Compagnie, ha segnato un’epoca di trasformazione operativa, garantendo velocità e affidabilità in anni cruciali per la sicurezza pubblica.
Continuità nel segno del servizio. Lo stand non è stato soltanto un’esposizione statica, ma un’occasione di dialogo con la cittadinanza. Il confronto tra la Giulia di ieri e i mezzi attuali dell’Arma vuole sottolineare un messaggio chiaro: continuità nel servizio, vicinanza al territorio, evoluzione tecnologica senza perdere l’identità.
Dalle linee squadrate e affascinanti degli anni Sessanta alle vetture moderne dotate di strumentazioni digitali e sistemi avanzati di comunicazione, cambia la tecnologia ma non la missione.
Passato, presente e futuro si incontrano così in piazza, davanti agli occhi di grandi e piccoli. Un modo per raccontare che l’Arma è sempre stata – e continua a essere – accanto alla popolazione, con gli strumenti del proprio tempo ma con lo stesso spirito di servizio. Un’esposizione che ha saputo unire nostalgia e attualità, trasformando due automobili in un simbolo di storia e identità collettiva.



















