Otto interventi in un solo giorno per Ambulanze Veterinarie Odv, realtà attiva da tre anni sul territorio provinciale nel soccorso di animali domestici e selvatici. Nelle ultime ore i volontari sono intervenuti nel Ponente ligure per salvare un gheppio ferito, una poiana in difficoltà e un riccio, tutti successivamente trasportati al Centro Recupero Fauna Selvatica di Savona. A seguire, sono stati effettuati quattro trasporti in emergenza per altrettanti cani in condizioni critiche.
"Otto interventi in poche ore, che raccontano una quotidianità fatta di chiamate continue, corse contro il tempo e mezzi sempre operativi" - fa sapere l’associazione che opera stabilmente in numerosi comuni del Ponente collaborando con le amministrazioni locali e intervenendo anche su attivazione del 112 nei casi di necessità - "In tre anni di attività sono stati effettuati oltre 1.500 interventi tra animali domestici e fauna selvatica, diventando un punto di riferimento per il territorio. Le chiamate sono tantissime ma non riusciamo a farle tutte”.
"Il problema, però, non è l’impegno dei volontari. È la sostenibilità del servizio. Ogni giorno arrivano numerose richieste di aiuto ma non tutte possono essere gestite. Il servizio si regge esclusivamente su volontari e su convenzioni comunali con contributi annuali spesso compresi tra 500 e 3.000 euro: cifre che coprono solo in minima parte le spese di carburante, assicurazioni, manutenzione dei mezzi e attrezzature sanitarie" - sottolinea Ambulanze Veterinarie - "Con le sole forze dei volontari non possiamo andare avanti all’infinito. Finché riusciremo a restare a galla ci saremo ma quando finiranno le risorse sul conto corrente saremo costretti a fermare i mezzi".
Un appello che non vuole essere polemico ma realistico. "Il servizio di ambulanza veterinaria rappresenta oggi un presidio unico sul territorio per animali feriti o in stato di necessità. Senza un sostegno strutturato, però, il rischio concreto è quello di non poter più garantire continuità operativa" - mette in risalto Ambulanze Veterinarie - "Per ora le sirene continuano a suonare ma il futuro dipenderà dalla possibilità di trasformare un servizio nato dal volontariato in un presidio stabile e sostenibile per tutto il Ponente ligure".


















