Preoccupazione per la sicurezza lungo la Ciclovia del Ponente dopo la demolizione del ponte ciclopedonale sul torrente Argentina, nel Comune di Taggia. La rimozione della struttura ha infatti interrotto la continuità della ciclabile, costringendo ciclisti e cicloturisti a immettersi sulla via Aurelia, una delle arterie più trafficate della zona. Una situazione giudicata oggettivamente pericolosa dai firmatari del comunicato stampa – Gabriele Cascino, consigliere provinciale PD Imperia, e i consiglieri comunali PD di Imperia Deborah Bellotti ed Edoardo Verda – che riprendono e condividono le preoccupazioni già espresse da FIAB.
Secondo gli esponenti del Partito Democratico, l’attuale assetto espone a rischi concreti famiglie, anziani, bambini, cittadini e visitatori, andando in aperta contraddizione con le finalità per cui la Ciclovia del Ponente è stata progettata e promossa come infrastruttura di mobilità sostenibile e sicura. «Come consiglieri comunali avevamo già affrontato questo tema alcuni mesi fa, segnalando i rischi legati all’assenza di percorsi alternativi protetti», ricordano.
Proprio per la gravità della situazione, la questione è stata portata a un livello istituzionale più ampio. Su richiesta dei consiglieri comunali, Gabriele Cascino si è impegnato a sollevare formalmente il problema in Consiglio Provinciale. «La Ciclovia del Ponente è un’infrastruttura strategica per l’intero territorio. Non è accettabile che un cantiere produca una situazione di rischio per chi si muove in bicicletta», ha dichiarato Cascino, sottolineando la necessità di «soluzioni alternative immediate, sicure e chiaramente segnalate». Lo stesso consigliere ha inoltre ricordato che «il Sindaco aveva promesso una viabilità alternativa entro la fine dell’anno».
Il tema, evidenziano i firmatari, non riguarda un singolo Comune, ma l’intero sistema territoriale del Ponente ligure. Interrompere o rendere pericolosa la ciclovia significa non solo mettere a rischio l’incolumità delle persone, ma anche indebolire un progetto di grande valore economico, turistico e ambientale. Da qui l’appello finale alle istituzioni: «Chiediamo con forza che, durante i lavori, vengano adottate misure temporanee efficaci, percorsi protetti e un coordinamento reale tra Comuni, Provincia e Regione. La sicurezza delle persone non può essere rinviata».














