Una seduta straordinaria del Consiglio comunale di Taggia ha visto un dibattito infuocato tra il sindaco Mario Conio e il capogruppo di "Progettiamo il futuro" Gabriele Cascino, con al centro il destino dell'impianto sportivo comunale "Ezio Sclavi". La discussione ha toccato temi tecnici e legali, sfociando in un confronto dai toni accesi che ha coinvolto maggioranza e opposizione.
Ad aprire il dibattito è stato Cascino , che ha espresso preoccupazione per i ritardi accumulati nella riapertura dello stadio: "A vederlo chiuso ci piange il cuore, e credo che questo valga per tutti, maggioranza compresa. Abbiamo già perso due stagioni sportive. La questione della convenzione urbanistica è fondamentale. Gli uffici ci hanno riferito che l'amministrazione precedente aveva monetizzato le opere per 300mila euro, ma manca la negoziazione della convenzione stessa. Questo potrebbe configurare un abuso edilizio, dal momento che il permesso di costruire è rilasciato stato senza il documento obbligatorio."
Cascino ha poi accusato il sindaco di confusione nella gestione della questione e ha chiesto chiarimenti sui ruoli svolti da Conio prima e durante il mandato: "O fa il sindaco o fa l'architetto, non può fare entrambe le cose. Qui non si tratta di pratiche private, ma di un bene pubblico."
La replica del sindaco Conio non si è fatta attendere: "Mi chiedo se queste dichiarazioni derivino da poca comprensione o da malafede. La nostra amministrazione ha sempre lavorato per il bene dello Sclavi. Dal 2017 abbiamo i problemi societari dell'Argentina Calcio e cercato di mantenere lo stadio operativo. Ora siamo a un passo dall'affidamento definitivo dell'impianto, e tutti gli atti dimostrano la correttezza delle nostre azioni."
Sul tema dei 300mila euro, Conio ha precisato: "I fondi sono stati versati, ma si tratta di extra-oneri e non hanno nulla a che vedere con la convenzione urbanistica. Non esiste alcun abuso edilizio. Inoltre, il mio coinvolgimento nel progetto risale a prima del mio mandato da sindaco, quando ho seguito la direzione dei lavori a seguito della morte di mio padre. Tentare di strumentalizzare questa situazione per colpire la mia onorabilità è inaccettabile."
Il confronto si è acceso ulteriormente quando Cascino ha sollevato il tema del conflitto d'interessi: "Esiste un problema legale: lei non può depositare atti su una questione in cui ha avuto un coinvolgimento diretto." La risposta di Conio: "Non esiste alcun conflitto d'interessi. L'amministrazione ha agito sempre con trasparenza. Basta con le accuse infondate."
(Notizia in aggiornamento)














