Il Santuario di Lampedusa si trova a dominio di un vasto orizzonte sulle alture di Castellaro. Una leggenda cementata nel tempo vuole che l'edificio religioso sia stato edificato nel 1691 per volere di un abitante del luogo, Andrea Anfossi, per adempiere al voto fatto alla Madonna per essere riuscito a fuggire in modo rocambolesco dall'isola di Lampedusa mentre era prigioniero dei Saraceni e ritornare a casa sano e salvo su una imbarcazione di fortuna dove al posto della vela, aveva utilizzato la tela di un grande ritratto della Madonna.
Leggenda che, unita ad altri miracoli che sono stati confezionati nel corso del tempo, hanno reso famoso il Santuario oggi ritornato ad essere al centro della cronaca a causa di una scoperta archeologica fatta sul luogo che potrebbe rimescolare le carte e aprire un nuovo punto di riflessione sul motivo che ha portato alla costruzione del Santuario che ha tutti gli ingredienti per essere stato un luogo di culto pagano legato ad una sorgente cristianizzata.
Un credo religioso patrimonio di tutte le più antiche civiltà che consideravano l'acqua la chiave della vita, simbolo di rinascita con poteri terapeutici e vivificanti. Motivo che giustifica la presenza sul luogo di un altare sacrificale indicato da una freccia accanto al ruscello, alimentato da una sorgente. Con la diffusione del cristianesimo, l'acqua per la sua valenza vitale ha poi trovato continuità nella venerazione dei santi e della Vergine Maria mentre oggi se ne è impadronita la pubblicità che per incentivare le vendite reclamizza l'acqua con il nome di un santo.
Completa l'atmosfera magico-religiosa, sul lato sinistro della statua della Madonna un menhir, vigile sentinella preposta a seguire i movimenti del sole, in modo da dettare ai sacerdoti astronomi attraverso i solstizi e gli equinozi le scadenze agricole e pastorali, mentre la statua della Santa Vergine riflette un nuovo percorso religioso dove salute, benessere e nuova vita nell'oltretomba sono affidate all'intercessione della Madre di Dio.


















