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Al Direttore | 09 agosto 2020, 10:23

Il destino dell'isola Gallinara da rifugio di Santi e di Papi a proprietà di un ricco industriale ucraino

Pierluigi Casalino pone degli interrogativi sulla conservazione del nostro patrimonio naturale

Il destino dell'isola Gallinara da rifugio di Santi e di Papi a proprietà di un ricco industriale ucraino

La notizia è di quelle che fanno scalpore e toccano la sensibilità di chi è cresciuto trovandosela sempre di fronte. La Gallinara, celebre isolotto ligure a forma di tartaruga - un tempo rifugio di papi e di santi, in particolare di San Martino di Tours, che vi trovò scampo durante la persecuzione promossa contro i cattolici da parte della setta eretica ariana - sarebbe stata acquistata dall'ucraino Olexandr Boguslayev, con cittadinanza di Grenada nei Caraibi e titolare della società monegasca La Galinette, dalle nove famiglie gia' proprietari dell'isola.

La Gallinara, una delle perle della Riviera ligure, deve il suo nome, secondo Catone e Varrone, alle galline selvatiche che la popolavano nell'antichità. Posta 1,5 km dalla costa, tra Alassio e Albenga, fa parte amministrativamente di quest'ultima e costituisce, in sé, un autentico angolo di paradiso, conservando aspetti ecologico-naturali ormai scomparsi sulla costa: un'icona, dunque, della Liguria d'Occidente. Tra l'VIII e il XIV secolo era sede di un monastero che disponeva di vasti possedimenti in Provenza e in Catalogna; passata sotto la diretta  protezione del Vaticano, fu concessa in uso alle famiglie nobili ingaune e ai vescovi di Albenga. Nel XIX secolo fu poi privatizzata e intorno alla metà di quel secolo venne acquistata dal banchiere di Oneglia Leonardo Gastaldi, che si proclamò suo signore.

Durante la seconda guerra mondiale fu occupata dai tedeschi che ne fecero un avamposto marittimo fortificato. Resta adesso da vedere se gli importanti vincoli ambientali nazionali e comunitari che insistono  su questa straordinaria località della Liguria continueranno ad essere rispettati anche  a tutela della cultura paesaggistica del Ponente. Ma soprattutto se si possa lasciare disinvoltamente il destino della Gallinara, al pari di quello di altri pezzi di suolo italiano, all'arbitrio di privati. L'augurio e' che questo straordinario simbolo della civiltà e della storia d'Europa segua almeno la sorte di un'isoletta toscana acquistata da un tedesco la scorsa primavera e che resti, in analogia ad essa, nel rigoroso contesto delle norme nazionale a tutela di un patrimonio che appartiene non solo ai liguri, ma a tutti gli italiani.

Pierluigi Casalino 

Redazione

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