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Politica | 22 maggio 2020, 18:49

Sanremo: il consiglio comunale unito nel confermare il palco in piazza Colombo durante il Festival

Durante l'assise si è anche parlato della sponsorizzazione per i fiori utilizzati in occasione della consegna dei Premi Nobel e della revoca dell’onorificenza italiana al Maresciallo Tito.

Sanremo: il consiglio comunale unito nel confermare il palco in piazza Colombo durante il Festival

Il consiglio comunale di Sanremo ha affrontato un ordine del giorno, illustrato dal consigliere Andrea Artioli di Liguria Popolare, sulla convenzione Festival e sul palco in piazza Colombo. “Con questo documento – ha spiegato – si chiede che in sede di rinnovo di convenzione con la Rai venga prevista, anche per le prossime edizioni, l’installazione di un palco in piazza Colombo, oltre all’utilizzo dei locali del Palafiori, per ripetere la compenetrazione dell’evento nella città. Invitiamo quindi il sindaco, durante la trattazione con Rai e Casa Sanremo, a perseguire questi obiettivi per programmare per tempo gli eventi. Purtroppo quest’anno non vi era un calendario dei cantanti sul palco, che gli albergatori avrebbero potuto sfruttare come promozione”.

Ha poi preso la parola il consigliere di Sanremo al Centro Giuseppe Faraldi: “Le trattative sono in corso – ha detto – Quest’ordine del giorno ci riempie di soddisfazione perché  è il riconoscimento di un lavoro importante e difficile portato a termine con un risultato eccezionale. E’ stata la prima volta che un’Amministrazione ha creduto in un progetto come questo. Qualsiasi Amministrazione che in futuro si troverà ad interfacciarsi con i dirigenti della Rai avrà un argomento in più, affinché la nostra città sia sempre più valorizzata. Per quel che riguarda la mancanza di scaletta del palco, è vero, ma non può funzionare tutto al 100% la prima volta. E’ stata presa nota di tutto quello che potrà essere migliorato”.

“Come Forza Italia siamo favorevoli – è intervenuto Simone Baggioli – Quello che però mi fa preoccupare è il discorso del rinnovo della convenzione. Ho infatti letto che l’assessore Sindoni ha dichiarato: "Il Festival? A volte la Rai ci prova, ma rimarrà a Sanremo". Ai tavoli con la Rai ci vuole umiltà, come lui stesso ha detto, ma serve anche polso e coraggio”.

L’ordine del giorno è stato infine approvato all’unanimità.

Successivamente si è parlato della sponsorizzazione per i fiori utilizzati in occasione della cerimonia di consegna dei Premi Nobel. Il consigliere Andrea Artioli ha infatti auspicato “pur comprendendo le esigenze scenografiche” un maggior utilizzo di prodotto della riviera di ponente. Sempre Artioli ha poi presentato un ordine del giorno con cui si chiedeva una presa di posizione del consiglio per revocare l’onorificenza italiana conferita tanti anni fa al Maresciallo Tito. “Qualcuno, magari per motivi ideologici voterà contro – ha detto – Come ha fatto la Regione Friuli Venezia Giulia, ritengo che sia giusto che venga rivolto un invito al Presidente della Repubblica e del Consiglio dei Ministri, affinché così come si è abbattuto ogni monumento simbolo del regime fascista, si abbattano anche monumenti simbolici di altri regimi che hanno provocato tante morti”.

Favorevole si è dichiarata Federica Cozza di Fratelli d’Italia, che  ha definito Tito “Un dittatore sanguinario”, mentre Daniele Ventimiglia della Lega ne ha parlato come di “un sanguinario assassino“.

“Non mi riconosco nella ricostruzione storica del collega Artioli – è invece intervenuto Eugenio Nocita di Sanremo al Centro - quindi a livello personale voterò contro”. Umberto Bellini ha poi annunciato di non partecipare alla votazione. “Si tratta di eventi di 51 anni fa – ha motivato – Non so neanche se si possa accogliere un ordine del giorno di questo tipo”. Al voto non hanno neanche partecipato Roberto Rizzo (Movimento 5 Stelle), Mario Robaldo (Partito Democratico) e Simone Baggioli (Forza Italia) che hanno contestato il fatto che un argomento di questo tipo non sia di interesse della città.

“Mi dispiace constatare la posizione di Forza Italia – ha detto Sergio Tommasini di Liguria Popolare – ricordo infatti che la giornata delle vittime per le foibe era stata istituita proprio dal Presidente Berlusconi”.

L’ordine del giorno non è stato approvato. In totale alla fine hanno infatti votato solo dodici consiglieri, con un risultato finale di sei pari quindi senza alcuna maggioranza.

Federico Marchi

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