ELEZIONI AMMINISTRATIVE BORDIGHERA
 / Attualità

Attualità | 03 maggio 2017, 16:13

Sanremo: studenti del Cassini in visita al Cern di Ginevra, il racconto dell'esperienza

Per i ragazzi, abituati a studiare le spiegazioni scritte sui libri, ritrovarsi nei laboratori, dove avvengono le scoperte che si studieranno negli anni a venire, è stato qualcosa di mai provato prima, anche perché, durante il corso, si sono occupati delle scoperte avvenute proprio in quei laboratori, grazie all’ LHC.

Sanremo: studenti del Cassini in visita al Cern di Ginevra, il racconto dell'esperienza

Alcuni studenti del liceo G.D. Cassini di Sanremo hanno avuto la possibilità di visitare a Ginevra il CERN, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare, a seguito del corso “In viaggio con l’atomo”, preparato dalle professoresse Marika Navone e Franca Scarella per gli alunni delle classi quinte. Partiti ben prima dell’alba del 27 di aprile, accompagnati oltre che dalle due professoresse, anche dalla preside Enrica Minori, sono arrivati alla sede del CERN nel pomeriggio dello stesso giorno.

Per i ragazzi, abituati a studiare le spiegazioni scritte sui libri, ritrovarsi nei laboratori, dove avvengono le scoperte che si studieranno negli anni a venire, è stato qualcosa di mai provato prima, anche perché, durante il corso, si sono occupati delle scoperte avvenute proprio in quei laboratori, grazie all’ LHC. LHC è il più grande acceleratore di particelle al mondo e consiste in un enorme anello lungo 27 km, formato da 1232 magneti consecutivi, costruito all’interno di un tunnel sotterraneo a 100 metri di profondità al confine tra Svizzera e Francia.

Questi magneti veicolano due fasci di particelle in direzioni opposte, portandoli a scontrarsi a velocità poco inferiori a quella della luce. Questo macchinario permette di ricreare fenomeni avvenuti qualche attimo dopo il BigBang, aprendo ai fisici nuove frontiere da cui indagare la realtà. Già da prima di partire gli studenti ne conoscevamo il funzionamento, ma realizzare di essere 100 metri sopra l’LHC, poter camminare nei laboratori e toccare sezioni dei magneti di cui è costituito, ha dato loro la riprova, che ciò che la fisica spiega non sia solo teoria, ma prenda concretezza in tutti coloro che per lavoro, e soprattutto per piacere, dedicano il proprio impegno alla ricerca.

Nella serata di venerdì 28, gli studenti matuziani sono rincasati, sicuramente con un esperienza in più da raccontare e chissà se tra qualche anno qualcuno di loro tornerà al CERN, non più da studente, ma magari da ricercatore.

C.S.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium