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Attualità | 16 giugno 2026, 15:18

Bimba di sei mesi dimessa con diagnosi errata, la denuncia di Sara Tonegutti: "I fragili meritano di più"

La presidente della comunità "Casa Miracolo della Vita" racconta il caso di una piccola ospite e punta il dito contro le carenze della sanità pediatrica del territorio

Bimba di sei mesi dimessa con diagnosi errata, la denuncia di Sara Tonegutti: "I fragili meritano di più"

Una bambina di appena sei mesi, ospite insieme alla madre della comunità educativa Casa Miracolo della Vita di Taggia, è finita due volte nel giro di poche ore al pronto soccorso pediatrico di Imperia. Un episodio che oggi diventa il simbolo di una denuncia più ampia sulla qualità dell'assistenza sanitaria riservata ai più piccoli nel Ponente ligure. A prendere posizione è Sara Tonegutti, presidente della comunità, che affida la propria riflessione a un duro intervento pubblico.

La piccola era stata accompagnata in ospedale dopo alcuni giorni di febbre alta e forte malessere. Dopo la visita, era stata dimessa con una diagnosi di bronchiolite e una terapia antibiotica. Ma qualcosa, secondo chi la seguiva quotidianamente, 'non tornava'. "La bambina continuava a stare male e a piangere disperatamente", racconta Tonegutti. Per questo, la sera stessa, si è reso necessario un nuovo accesso al pronto soccorso. Solo dopo ulteriori approfondimenti è emersa una diagnosi completamente diversa: cistite, con il conseguente cambio di terapia. "È inevitabile una riflessione", sottolinea la presidente. "Che una bambina così piccola venga inizialmente dimessa con una diagnosi superficiale, poi rivelatasi errata, è qualcosa di molto grave. Parliamo di una bimba di appena sei mesi."

Secondo Tonegutti, il disagio provocato da questa vicenda non ha riguardato soltanto la madre e la figlia, costrette a vivere "ore di paura, incertezza e sofferenza", ma ha avuto ripercussioni anche sull'intera comunità educativa: "Abbiamo dovuto riorganizzare i turni all'ultimo momento, incrementare la presenza degli educatori e gestire una forte preoccupazione generale. L'impatto organizzativo ed emotivo è stato importante per tutti", evidenzia. Ma il punto centrale della presa di posizione è un altro. "Purtroppo, per noi, questo non è un episodio isolato", afferma Tonegutti. "Non è la prima volta che ci troviamo costretti a tornare in ospedale perché una situazione viene sottovalutata o affrontata con superficialità. E non è la prima volta che ci sentiamo soli nel cercare cure adeguate per i nostri bambini."

Da qui il riferimento al progetto del cosiddetto "Gaslini diffuso", sul quale la presidente esprime forti perplessità: "Perché 'diffuso', nei fatti, sembra esserlo molto poco", osserva. "Sempre più spesso siamo costretti a portare i nostri bambini a Genova o in altri ospedali fuori provincia per visite, controlli e percorsi di cura che qui non vengono garantiti. Questa stessa settimana dovremo accompagnarli a Genova e Savona per visite mediche." Una situazione che, secondo la presidente della comunità, comporta "ulteriori fatiche, costi, disagi e stress" per bambini piccoli e fragili, ma anche per le tante famiglie del territorio che ogni giorno si trovano nella stessa condizione. "Il disagio non riguarda solo noi: lo vivono tante famiglie, sempre più costrette a spostarsi per ottenere visite, diagnosi o cure", conclude Tonegutti, affidando alla domanda finale il senso della sua denuncia: "È questa la sanità che vogliamo, soprattutto per i più fragili? A noi pare proprio di no. Perché la qualità di un sistema sanitario si misura soprattutto da come protegge i più fragili e tra questi ci sono i bambini."

Carlo Alessi

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