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Cronaca | 08 agosto 2026, 07:29

Taggia, nuovo stop alla balneazione: il libro di Stefano Puppo spiega le fragilità della costa

Dalla rottura della condotta di giugno al divieto del 5 agosto, l'ingegnere analizza 150 anni di trasformazioni del litorale e propone una gestione integrata del mare

Taggia, nuovo stop alla balneazione: il libro di Stefano Puppo spiega le fragilità della costa

Le spiagge di Arma di Taggia vuote nel pieno di agosto e il nuovo divieto di balneazione scattato il 5 agosto non sono, secondo l'ingegnere idraulico Stefano Puppo, episodi isolati. L'ordinanza firmata dal sindaco Mario Conio è arrivata dopo i rilievi ARPAL che hanno evidenziato la presenza di enterococchi intestinali oltre i limiti previsti. Un'emergenza che riporta alla memoria quanto accaduto lo scorso giugno, quando un danno alla condotta fognaria in prossimità della foce del torrente Argentina aveva provocato pesanti ripercussioni sulla qualità delle acque. Una situazione che ha colpito direttamente la stagione balneare e, di conseguenza, gli operatori turistici e commerciali. Per Puppo, però, il problema va affrontato guardando ben oltre la singola emergenza.

L'ingegnere collega infatti quanto sta accadendo ad Arma di Taggia a una questione più ampia, legata alla fragilità complessiva dei sistemi costieri. "Quello che ho scritto su Sanremo vale anche per qualunque città costiera", sottolinea Puppo, spiegando come nel secondo volume della collana verrà affrontato anche il tema del sistema fognario. Un'analisi che riguarderà anche il Comune di Taggia, il cui sistema è, secondo l'autore, strategicamente e intimamente connesso con quello di Sanremo. La nuova emergenza di agosto diventa così un'ulteriore occasione per interrogarsi sulla capacità delle infrastrutture di resistere nel tempo e sulla necessità di una programmazione che non si limiti a intervenire quando il problema è già esploso.

La collana "Il viaggio dell'acqua"

Alla base del progetto editoriale c'è l'incontro tra l'editore Angelo Giudici, di Antea Edizioni, e Stefano Puppo. Insieme hanno dato vita alla collana "Il viaggio dell'acqua", pensata per portare all'attenzione del pubblico temi idraulici e infrastrutturali che troppo spesso vengono considerati esclusivamente tecnici. L'obiettivo è invece quello di trasformare la conoscenza delle opere e della loro evoluzione in uno strumento di prevenzione. Il primo volume, "Le onde del cambiamento. La costa di Sanremo attraverso 150 anni di ingegneria e sogni", ripercorre le trasformazioni che hanno interessato il litorale matuziano. Una ricostruzione storica che mette in relazione urbanistica, ingegneria, infrastrutture e trasformazioni naturali. Il risultato è una riflessione che, partendo dal passato, guarda direttamente alle criticità del presente.

Una costa trasformata dalle opere dell'uomo

Nel volume Puppo ricostruisce un secolo e mezzo di interventi sulla costa e individua nella progressiva rigidità dell'infrastrutturazione uno degli elementi che hanno modificato gli equilibri naturali del litorale. Dalla realizzazione della linea ferroviaria del 1872 fino alle opere più recenti, comprese quelle legate agli impianti e alle condotte, la costa è stata progressivamente occupata e trasformata. Secondo l'analisi dell'ingegnere, questo processo ha inciso sull'equilibrio delle correnti e sulla capacità naturale del litorale di assorbire le sollecitazioni. In questo contesto, anche un guasto circoscritto può trasformarsi rapidamente in un problema ambientale, sanitario ed economico. La vulnerabilità delle infrastrutture diventa quindi vulnerabilità dell'intero territorio. È una delle chiavi di lettura attraverso cui il libro interpreta anche le emergenze che si stanno verificando oggi.

Il principio viene sintetizzato da Puppo in una frase che rappresenta uno dei cardini della sua riflessione: "La tecnica senza memoria è pericolosa, la memoria senza tecnica è sterile". Il riferimento è alla necessità di conoscere la storia delle trasformazioni del territorio prima di progettare nuovi interventi. Secondo l'autore, infatti, continuare ad affrontare le criticità esclusivamente attraverso soluzioni tampone rischia di alimentare un ciclo destinato a ripetersi. Ogni emergenza comporta costi per gli enti pubblici, disagi per i cittadini e conseguenze immediate per chi lavora sul mare. Nel caso delle spiagge, a pagare il prezzo sono soprattutto gli operatori balneari e le attività legate al turismo. La gestione dell'emergenza, senza una strategia di prevenzione, rischia così di diventare essa stessa un fattore di fragilità.

Un "Superassessorato al Mare" per superare la frammentazione

Tra le proposte contenute nel volume c'è anche quella di un "Superassessorato al Mare", pensato per mettere in relazione competenze che oggi vengono spesso affrontate separatamente. Idrodinamica, sistema fognario, difesa della costa e sviluppo turistico sono infatti aspetti strettamente collegati e, secondo Puppo, dovrebbero essere gestiti attraverso una visione unitaria. Accanto a questo viene indicata la necessità di una maggiore manutenzione predittiva, con il monitoraggio costante delle infrastrutture e dei punti più delicati, a partire dalle foci dei torrenti. L'obiettivo è individuare le criticità prima che si trasformino in emergenze. Un approccio che dovrebbe accompagnare anche la sostituzione delle opere ormai obsolete. Prevenire, in quest'ottica, significa conoscere dove intervenire prima che sia troppo tardi.

Il terzo elemento indicato dall'ingegnere è quello della gestione adattiva della costa, attraverso interventi più flessibili e capaci di tenere conto dei processi naturali. Una filosofia che, nelle intenzioni dell'autore, dovrebbe sostituire progressivamente quella degli interventi rigidi e delle risposte dettate dall'urgenza. Il tema assume particolare rilevanza in un territorio come quello del Ponente ligure, dove l'equilibrio tra infrastrutture, attività turistiche, corsi d'acqua e mare è particolarmente delicato. L'emergenza balneare di Arma di Taggia rappresenta quindi, nella lettura proposta da Puppo, un campanello d'allarme che non dovrebbe essere ignorato. Il libro non si limita a ricostruire ciò che è avvenuto nel passato, ma prova a indicare una strada per affrontare le trasformazioni future.

"La storia della nostra costa ci insegna che il mare non si domina con l'urgenza, ma si gestisce con la conoscenza. Finché continueremo a rincorrere l'emergenza invece di pianificare la prevenzione, la natura e l'economia locale ne pagheranno il prezzo", è la conclusione affidata da Stefano Puppo al suo volume. Un messaggio che, alla luce degli ultimi episodi registrati sul litorale di Arma, assume un significato particolarmente attuale. La nuova emergenza di agosto riporta infatti in primo piano la necessità di una riflessione complessiva sul rapporto tra infrastrutture, acqua e costa. Ed è proprio questo il percorso che la collana "Il viaggio dell'acqua" intende avviare, trasformando la memoria delle opere e delle loro conseguenze in uno strumento di conoscenza e, soprattutto, di prevenzione.

Carlo Alessi

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