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Attualità | 08 agosto 2025, 12:45

"Non è solo colpa dell’ombrellone": la voce dei balneari di Sanremo

Una riflessione da parte degli addetti ai lavori sul "caso ombrelloni" che si è venuto a creare negli ultimi tempi in tutta Italia

"Non è solo colpa dell’ombrellone": la voce dei balneari di Sanremo

Negli ultimi tempi ha fatto molto discutere la questione dei prezzi per gli ombrelloni nelle spiagge, indicata da molti come una delle cause principali nel calo di presenze balneari che si è visto soprattutto durante il mese di luglio, con una flessione media nazionale del 15%, una problematica che ha colpito anche Sanremo, dove a quanto riportato si è lavorato maggiormente durante la seconda metà di giugno rispetto all'intero mese successivo: ma il problema del calo in realtà è molto più ampio di così, a quanto riportano gli stessi gestori di spiagge, che sottolineano le difficoltà a cui si trovano a dover far fronte.

Spesso chi è esterno al nostro mondo non riesce a capire tutte le spese a cui dobbiamo far fronte - spiega Davide Berardi, gestore di una spiaggia libera attrezzata e Presidente Confartigianato Imperia Balneari - La Tari da sola mi costa 6.000 euro a stagione, a cui si aggiungono le bollette mensili tra i 1.000 e i 1.200 euro. I prezzi, almeno nel mio caso, li stabilisce il Comune, ma le spese aumentano di continuo: pulizie, manutenzione, personale da retribuire. E poi c’è il canone comunale e demaniale, che incide ulteriormente. Aumentare i prezzi non è una scelta facile, ma spesso è l’unico modo per non andare in perdita”.

A condividere lo stesso punto di vista, con toni anche più accesi, è Debora Delbecaro, altra operatrice del settore: “A Sanremo con 32 euro si può trascorrere l’intera giornata al mare con due lettini e un ombrellone. Non mi sembra una cifra eccessiva. Il problema non è solo il costo dell’ombrellone. I divieti di balneazione hanno colpito duramente, e poi c’è un’incertezza economica diffusa che spinge le persone a tagliare sulle vacanze. Il turismo cambia, ma le difficoltà aumentano”.

Delbecaro sottolinea anche le pressioni fiscali: “La tassazione al 22% è pesante, e spesso ci troviamo a dover coprire spese che non ci competerebbero. Lavoriamo ogni giorno per offrire un servizio di qualità, ma non possiamo essere accusati di approfittarne. Non diventiamo certo ricchi con questo lavoro. D’estate impieghiamo personale stagionale che vive di questo, non possiamo permetterci di chiudere o ridurre il personale solo perché luglio è andato male”.

Il messaggio dei balneari è chiaro: dietro i prezzi degli ombrelloni ci sono costi reali, difficoltà crescenti e un contesto economico nazionale che non aiuta. “I balneari non possono sentirsi responsabili, perché è un discorso molto più ampio. Noi vogliamo solo lavorare e garantire un servizio adeguato, senza vivere sulle spalle di nessuno” conclude Delbecaro. 

E anche da parte dei dipendenti arrivano commenti simili, tutti legati da un filo: "l'amarezza di essere giudicati e non rispettati per il proprio lavoro".

Elia Folco

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