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Attualità | 16 giugno 2025, 07:21

Quel passaggio promesso, nei documenti Amaie Energia chiedeva: “La ciclabile va garantita anche durante i lavori”

Non solo nel triennio 2021-2024: tra febbraio e giugno 2025, documenti, PEC e un protocollo d’intesa dimostrano l’impegno chiesto per mantenere la ciclabile attiva anche durante il cantiere

Quel passaggio promesso, nei documenti Amaie Energia chiedeva: “La ciclabile va garantita anche durante i lavori”

Amaie Energia ribadisce la sua posizione: la pista ciclabile del Ponente ligure non può essere interrotta durante i lavori di demolizione e ricostruzione del ponte sul torrente Argentina, tra Taggia e Riva Ligure. Dopo aver ricostruito nei giorni scorsi i contenuti della relazione tecnica trasmessa alla Regione nel 2021 e la posizione espressa dall’allora presidente Andrea Gorlero, emergono ulteriori elementi che confermano la volontà – tuttora attuale – da parte della partecipata del Comune di Sanremo, presieduta da Sergio Tommasini, di garantire la continuità del percorso anche durante l’esecuzione dell’opera.

Tra febbraio e giugno 2025, la società ha inviato tre comunicazioni ufficiali alla Regione Liguria per chiedere l’attuazione concreta degli impegni presi nel protocollo d’intesa firmato il 12 gennaio. In quelle PEC – inviate il 6 febbraio, il 22 maggio e nei primi giorni di giugno – Amaie sottolineava con forza la necessità di trovare una soluzione che mantenesse il passaggio ciclopedonale attivo. “Il transito ciclopedonale deve essere garantito anche durante lo svolgimento dei lavori, come espressamente previsto nel protocollo sottoscritto”, si legge nella prima comunicazione.

La proposta iniziale, approvata in sede di Conferenza dei Servizi, prevedeva la realizzazione di una passerella metallica provvisoria, appoggiata in parte sulle pile esistenti e in parte su nuove sottofondazioni. L’intervento avrebbe richiesto circa due mesi e mezzo, con un mese aggiuntivo per lo spostamento dei sottoservizi, per un costo stimato di 297.000 euro. Col passare delle settimane, però, quella soluzione è stata accantonata. Al suo posto è stata scelta l’opzione di posare le tubazioni fognarie direttamente nell’alveo: un intervento più rapido (circa un mese) e meno costoso (100.000 euro), ma che – come segnalato dalla stessa Amaie nei documenti ufficiali – solleva interrogativi sotto il profilo della sicurezza e della compatibilità ambientale.

Nella seconda comunicazione ufficiale, datata 22 maggio, l’azienda rilancia: “Si richiede un riscontro formale che dia certezza sui contenuti tecnici e operativi e che confermi quanto pattuito dalle parti. In mancanza di tale riscontro, Amaie non potrà assumere ulteriori oneri gestionali o di responsabilità”. Un passaggio che chiarisce anche i timori dell’ente rispetto a eventuali implicazioni future sulla gestione della tratta e delle opere provvisorie. L’ultima PEC, inviata nei primi giorni di giugno, ribadisce la posizione dell’azienda e la richiesta di chiarezza. Amaie ricorda inoltre che la fruizione annuale della pista ciclabile sfiora i due milioni e mezzo di utenti, e che una chiusura prolungata rappresenta un disagio concreto per la mobilità e il turismo locale.

Oggi la situazione è chiara: il tratto di ciclabile interessato dai lavori è già chiuso da giorni, la passerella provvisoria non è stata realizzata e il percorso alternativo, secondo quanto trapela, potrebbe essere completato soltanto in autunno, probabilmente entro ottobre. Restano quindi le richieste avanzate nei mesi scorsi da Amaie, nero su bianco nelle PEC. Richieste che facevano riferimento a un impegno scritto e già sottoscritto nel protocollo di gennaio. Amaie aveva ribadito che la continuità della ciclabile andava garantita non solo al termine dei lavori, ma anche durante il loro svolgimento.

“Il passaggio doveva essere assicurato”, si leggeva già nei documenti tecnici del 2021. E lo ribadivano anche le comunicazioni aziendali indirizzate alla Regione, in cui si sollecitava il rispetto degli accordi sottoscritti. Mercoledì prossimo è previsto un nuovo incontro a Genova, convocato dall’assessore regionale Giampedrone, alla presenza dei sindaci di Taggia e Riva Ligure e di Amaie, per riportare al centro dell’attenzione una questione che riguarda la sicurezza, la mobilità sostenibile e un’infrastruttura percorsa ogni anno da oltre due milioni e mezzo di persone.

Andrea Musacchio

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