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Attualità | 04 luglio 2013, 11:56

Spiagge e commercio in ginocchio da Ventimiglia a Bordighera: stabilimenti quasi deserti, colpa di crisi e meteo

Spiagge e commercio in ginocchio da Ventimiglia a Bordighera: stabilimenti quasi deserti, colpa di crisi e meteo

Bandiere blu ma conti in rosso. Spiagge vuote, lettini liberi e ombrelloni chiusi a luglio? Quasi. In 300 metri di spiaggia, tra pubblica e privata, poco più di 100 persone. Di queste almeno una ventina di bambini delle colonie estive. E’ l’istantanea scattata in uno dei tratti più suggestivi del litorale della riviera ligure, a Bordighera. A luglio inoltrato nell’estremo ponente ligure gli stabilimenti balneari si trovano a fare i conti con una crisi profonda. E le prenotazioni stagionali? Ricordo di un tempo. Il boom si registrerà ad agosto “ma non si può salvare una stagione con l’affluenza di quei 15/20 giorni”, ammonisce il Presidente dei bagnini da Ventimiglia a Bordighera, Domenico Mazzitelli.

A passeggiare lungo la costa si conta un ombrellone ogni 20 metri. Negli stabilimenti molti lettini sono chiusi. “Il tempo non è stato clemente, ma questa suona come giustificazione. La verità è che la gente non ha più soldi da spendere. Non prenota più. Arriva all’ultimo in cerca dell’offerta, ma programmi non se fanno”, prosegue il Presidente.  “Quest’anno ci fermiamo 15 giorni, non possiamo più permetterci la stagione intera o il mese come  qualche anno fa. Con la pensione non riusciamo a coprire le spese”, sottolinea un turista milanese pensionato che da anni trascorre le vacanze nella città delle palme. 

Ma il quadro non muta neppure a Ventimiglia, non solo sul fronte spiagge, ma in generale sulla salute del commercio: “Siamo agli inizi di una stagione estiva particolare per la variabilità del meteo, ma credo che questo sia l'ultimo dei fattori che incidono su un commercio cittadino sempre più in crisi”, risponde Simone Piccolo, presidente Ascom della città di confine. Percentualmente in che misura si colloca il calo? “In termini percentuali è difficile dare una stima ben precisa, perchè dipende da settore a settore, credo però che in alcuni si sia toccato il 40-50% in meno rispetto agli ultimi 2 anni. Basti pensare agli stabilimenti balneari che sono i più legati a questi continui cambi di condizioni meteo.” Ma Piccolo suggerisce un cambio di rotta “visto che Ventimiglia, ormai da anni, si è accontentata dei clienti stranieri abitudinari che vivono o hanno le seconde case nella vicina Costa Azzurra”. “Occorre da parte di tutti, istituzioni, associazioni di categoria, esercenti stessi – sottolinea – un cambio netto di rotta. Ventimiglia deve sfruttare al massimo il suo lato turistico-commerciale, non possiamo continuare a vivere su usi e abitudini che fanno parte di un'età che non esiste più. Siamo una città di mare che è lontana anni luce da altre località balneari italiane. È necessario collaborare in modo forte e intenso con le vicine città francesi per quel che riguarda le politiche economiche e turistiche, sono loro il nostro partner per ripartire. Bisogna soprattutto abbandonare quella mentalità un po' ‘provinciale’ che è tipica della nostra zona e che spesso ci impedisce di fare progetti a più largo raggio sia spaziale che temporale”.

 

Renato Agalliu

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