Negli ospedali non ci sono più le sviluppatrici per le lastre e nei reparti di radiologia. Ormai tutti utilizzano la nuova tecnologia informatica e digitale: per cui una lastra, fatta a Bordighera, a Sanremo o a Imperia può essere esaminata nei reparti e negli ambulatori dei tre ospedali della provincia, e in qualsiasi altra struttura collegata via internet; addirittura possono essere refertate in India tramite degli accordi, come già succede con i call center nell'ambito della telefonia. Agli utenti viene consegnato un dischetto contenente le radiografie, le TAC e le RSM da far leggere agli specialisti, e che, in questo modo, possono anche essere esaminate dai medici di famiglia.
“La diagnostica ospedaliera di Bordighera viene utilizzata solo per i ricoverati a causa della mancanza di personale. Le urgenze del pronto soccorso, per prestazioni specialistiche come le risonanze, le tac e le mammografie, da tempo vengono eseguite a San Remo, mentre le radiografie per gli esterni, richieste dal medico di famiglia, vengono dirottate presso gli studi privati presenti nel nostro territorio, da Sanremo a Imperia”: lo dice Donato Basilii, presidente del 'Comitato in difesa del Saint Charles'. C'è da dire che tutte le altre diagnostiche degli studi privati e convenzionati funzionano con la vecchia tecnologia di stampa per quanto riguarda le radiografie: vengono utilizzate ancora le oramai datate lastre, le sviluppatrici e i reagenti chimici, che generano rifiuti tossici e che quindi hanno un costo maggiore dovuto alle spese di smaltimento.
Per la vecchia tecnologia radiologica i costi sono nettamente superiori: infatti un foglio di pellicola di lastra costa almeno 10 euro, e questa cifra può aumentare in base all’ampiezza del foglio; se aggiungiamo il costo dei reagenti, della manutenzione della sviluppatrice, dello smaltimento dei rifiuti speciali, la spesa per ogni lastra potrebbe aggirarsi tra i 30 e i 70 euro.
Si calcola, invece, che il costo di un CD, comprato con forniture appaltate da migliaia di pezzi, si aggiri attorno a un centesimo al pezzo, e ciò significherebbe un notevole risparmio, sia in termini di spesa pubblica, che in termini di tempo e ambiente. Se quindi confrontiamo le due tecnologie in termini di spesa, vediamo che la radiografia stampata su lastre comporta una spesa eccessiva, mentre la masterizzazione su CD garantisce un risparmio effettivo.
“Certo è che l’ASL paga le lastre in base al tariffario nazionale, ma la domanda che sorge spontanea è: questo tariffario è aggiornato sui costi della nuova tecnologia digitale? Comprende il lavoro del tecnico che esegue le radiografie? E del medico che le referta?” si domanda il presidente del comitato in difesa dell'ospedale di Bordighera.
Comunque sia, è certo che le radiologie della ASL digitalizzate costano meno. Bisognerebbe impegnare quei fondi dati agli studi privati per incentivare i numeri del personale dipendente, per impegnarlo per ridurre le liste d'attesa per effettuare gli esami (che in questo periodo dell'anno sono di almeno tre o quattro mesi) e per diminuire i tempi legati alla refertazione, che adesso sono di circa 10 o 15 giorni. “In questa situazione il cittadino ha un doppio impegno: in primo luogo deve prenotare gli esami e aspettare tre o quattro mesi prima di eseguirli; poi c'è il ritiro del referto, che presenta non poche problematiche. Se ad esempio un cittadino di Ventimiglia prenota l’esame a Sanremo o a Imperia, oltre alle spese delle lastre, deve sobbarcarsi anche le spese di trasporto per ben due volte”.
A parere del 'Comitato per la salvaguardia del Saint Charles', l’organizzazione di questo tipo di esami dovrebbe essere pensata per creare meno disagi possibili agli utenti intemeli, sanremesi e imperiesi, cercando di snellire le procedure e facilitando la fruizione del servizio. L’Asl, al momento, non vuole incrementare il personale medico e tecnico alle sue dipendenze e incentivare la lettura degli esami su Cd, anche se questa sarebbe la soluzione più logica e la meno dispendiosa. Perché pagare le lastre ad un costo enormemente superiore quando basterebbe permettere anche ai medici privati di lavorare e di utilizzare le tecnologie radiologiche informatizzate degli ospedali, eliminando così i costi aggiuntivi del vecchio sistema?
“L’Asl potrebbe utilizzare i servizi per le radiografie non urgenti ed effettuare le diagnosi almeno sulle 14 ore giornaliere: si ammortizzerebbero, in questo modo, i costi degli acquisti dei materiali e aumenterebbero le ore di lavoro. Se organizzassero bene il servizio, inevitabilmente diminuirebbero le liste di attesa.” conclude il presidente Donato Basilii.


















