"Dopo un primo momento di smarrimento si sono delineati, sempre più chiaramente, i contorni della decisione assunta dal sindaco e le ragioni che l’hanno determinata. Ragioni, che non possono essere, certamente, identificate in quell’amore per la propria città, tanto conclamato, e tanto tristemente tradito. I motivi sono palesi: imporre alla commissione d’accesso di “mettere le mani” sugli atti amministrativi del comune; evitare lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa; soprattutto, ricandidarsi “candidamente” ai prossimi appuntamenti politico-amministrativi".
E' duro il commento del candidato sindaco di SeL Roberto Cotta, sulle dimissioni del sindaco Scullino e prosegue:
"Riteniamo del tutto inopportune e senza sostanza le dichiarazioni di Scullino quando afferma di rassegnare le dimissioni perché termini lo sciacallaggio mediatico. Riteniamo che l’unico vero gesto corretto e degno di stima civile che il sindaco e la giunta dovrebbero fare nei confronti della città e delle altre istituzioni sia l’assunzione delle proprie responsabilità politiche, civili ed eventualmente penali; responsabilità, che devono assumersi anche verso i propri elettori, dimostrando di non aver preso parte a questa grave situazione, che, da un lato, ha minato la rappresentatività dello Stato che essi hanno e, dall’altra, la conseguente mancanza di fiducia nella legalità, che verrebbe fuori qualora le dimissioni del sindaco fossero confermate, bloccando così l’arrivo della commissione di accesso agli atti".
E in conclusione Cotta lancia un appello: "I fatti impongono ai cittadini ventimigliesi una “chiamata alle armi”, una sollevazione morale, che si concretizzi, attraverso adeguate scelte politiche, in un riscatto sociale, etico, culturale, che possa far terra bruciata per ogni infiltrazione mafiosa".














