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ATTUALITÀ | sabato 11 marzo 2017, 07:21

La Francia e la Toscana chiamano la Liguria per valorizzare la Via della Costa e questo nuovo turismo

La Liguria è indietro ma non è ancora tutto perduto. La Via Della Costa è nata da una coppia di coniugi imperiesi ed oggi c'è bisogno di capire quanto possa servire unirsi alla via Francigena.

Perché la Liguria con la sua via della Costa non coglie l’opportunità di unirsi con la via Francigena in Toscana ed i cammini francesi dei nostri vicini oltre il confine di Ventimiglia? Una bella domanda soprattutto considerando che soltanto pochi giorni fa è stata avanzata la candidatura a Patrimonio Mondiale Unesco da parte della Francigena, con grandi speranze di tutti quegli amministratori che in questi anni hanno osservato la crescita del fenomeno, turismo slow.

A confutare la riscoperta di questi percorsi e le possibilità di business sono i numeri. Si parla di circa 40mila presenze nel 2016 con pellegrini, turisti o semplicemente moderni viandanti che hanno percorso almeno un tratto della famosa via che collega Canterbury nel Regno Unito con Roma in Italia. La Liguria potrebbe fare la sua parte. A tutti almeno una volta sarà capitato di vedere in città o nell’entroterra le caratteristiche frecce gialle. Quelle sono il segno lasciato da una coppia imperiese, Silvio Calcagno ed Anna Rocchi, dei pellegrini, che hanno voluto tracciare la via Della Costa da Mentone a Sarzana, un cammino che tocca tutta la Liguria.

Con il passare degli anni l’idea si è scontrata con i soliti problemi all’italiana. Quindi, oggi, anziché avere un percorso battuto e ben segnalato, ci sono diverse varianti, assenza di riconoscimenti ufficiali della valenza del progetto, nessuna struttura istituzionale a supporto e pochissime ospitalità. Che cos’è che non funziona? Difficile dirlo visto che i nostri vicini, Toscana e Francia, non aspettano altro che collegare i tracciati grazie al ponte storico-naturale offerto dal Cammino ligure. Un percorso che se trovasse la giusta dimensione collegherebbe la famosissima Santiago De Compostela in Spagna a Roma, che insieme a Gerusalemme formano il trittico delle mete di pellegrinaggio universalmente riconosciute.

La Toscana, grazie ai tavoli che vedono coinvolti i comuni sotto l’egida dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, sta facendo tantissimo per accogliere tutte quelle persone che vogliono soltanto mettersi in cammino. Gente che fa turismo. Se la Liguria si considera una regione turistica dovrebbe rispondere alla domanda e dare finalmente un senso ad un qualcosa che esiste già, la Via Della Costa, valorizzandola come merita. Non ci sarebbe nemmeno la scusa dell’assenza di fondi economici per curare un progetto del genere. Da tempo infatti l’Unione Europea punta sui cammini europei. Basterebbe farsi un giro sulle tappe della Francigena per scoprire che cosa si sarebbe potuto fare già negli anni scorsi.

La Liguria potrebbe dare un’offerta al passo con i tempi e con il minimo sforzo. Il turismo slow è in crescita. Le persone camminano e scoprono il folklore e la storia dei borghi. La Liguria ha la fortuna di poter offrire tutto questo passando dal mare alla montagna senza sforzi con un clima unico, ‘invidiato’ da tante altre realtà italiane. Non bisogna pensare che quelli di cui stiamo parlando siano turisti di serie b, perché spendono meno, anzi. 

Quindi, usando un termine sempreverde, bisognerebbe fare sistema. Questa volta per davvero. I camminatori francesi non vedono l’ora di percorrere la Liguria, ma chi ha provato a seguire il percorso ligure si è scontrato con l’assenza di un sistema organizzato che di fatto rendeva il tutto impraticabile. Discorso simile anche dall’altro capo dell’arco ligure. Ci vorrebbe un impegno regionale e comunale. Le possibilità ci sono. La via Francigena ha da poco scoperto anche le regioni del Sud allungando il suo percorso fino in Puglia. Ora viene da chiedersi che cosa stia aspettando la Liguria ponte naturale tra i cammini.

Stefano Michero

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