Il Teatro Pubblico Ligure torna al Forte Santa Tecla di Sanremo, nell’ambito di “Qualcosa di Forte”, con due appuntamenti del progetto “Parole antiche per pensieri nuovi” che percorre tutta la Liguria. Giovedì 16 luglio 2026 alle ore 21 va in scena la nuova produzione “Medusa, Scilla e la Sfinge. Donne maghe e mostri”, con la regia di Sergio Maifredi e la drammaturgia di Giorgio Ieranò, professore di Letteratura greca all’Università di Trento. È interpretato da Arianna Scommegna, in scena con Edmondo Romano che esegue dal vivo musiche originali. Lo stesso Romano, polistrumentista e polifiatista, alle ore 18.30 tiene la lezione spettacolo “Il vento che suona”, dedicata agli strumenti a fiato e aperta a tutti. Biglietto per il laboratorio: 10 euro intero, 5 euro ridotto, gratuito per chi acquista il biglietto dello spettacolo. Biglietto per lo spettacolo: 15 euro intero; 10 euro ridotto.
Il progetto “Parole antiche per pensieri nuovi”, prodotto da Teatro Pubblico Ligure e Musei Nazionali di Genova – Direzione regionale Musei Nazionali Liguria, con la direzione artistica di Sergio Maifredi, è sostenuto da Ministero della Cultura e da Regione Liguria, con il contributo di Fondazione Carige, Fondazione Carispezia, Fondazione De Mari. Coinvolge tutti i siti tutelati dalla Direzione Regionale Musei Liguria, fra cui il Forte Santa Tecla di Sanremo. Un risultato giunto a conferma del valore nazionale di un percorso iniziato da Teatro Pubblico Ligure nel 2014 con STAR – Sistema Teatri Antichi Romani, che ha messo in rete per la prima volta in Liguria i siti i siti archeologici, i musei e le fortezze, portandoli alla ribalta attraverso gli eventi e lo spettacolo dal vivo e collegandoli alle reti già esistenti in Italia.

Arianna Scommegna è la protagonista di “Medusa, Arianna e la Sfinge. Donne, maghe e mostri”, nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure con la regia di Sergio Maifredi e la drammaturgia di Giorgio Ieranò, professore ordinario di Letteratura greca all’Università di Trento. Nella tessitura dello spettacolo, di grande rilievo è il ruolo della musica originale di Edmondo Romano eseguita dal vivo, che accompagna il filo delle parole. I mostri hanno spesso un volto femminile. Spaventoso ma anche seducente, dove la bellezza si congiunge con il terrore, il divino con l’infernale. I mostri spesso hanno anche una storia, un passato, una biografia. Medusa e Scilla erano un tempo ragazze bellissime e innocenti trasformate in creature orrende da una magia crudele. A volte, nel loro cuore, dietro la maschera dell’orrore, sembra abitare una malinconia nascosta. Nello sguardo di Medusa, nella voce suadente della Sirena, nella solitudine della Sfinge, nella furia delle Erinni è custodito un mistero che allude a quanto di indicibile c’è nelle nostre vite. Sottotraccia corre una paura del femminile come dimensione incomprensibile e inquietante. Ma soprattutto c’è un mondo di spaventi primordiali che va a toccare i segreti più profondi della nostra anima. Lo spettacolo è una giostra in cui Medusa, Scilla, la Sfinge e le altre tornano a vivere e a raccontarsi attraverso le parole dei poeti greci e latini e attraverso le invenzioni, talvolta giocose ma non per questo meno serie, degli scrittori moderni.
Edmondo Romano è polifiatista, compositore, produttore. Lavora dal 1985 nella ricerca musicale sperimentale, progressive, folk, etnica, world, minimalista, colonna sonora, contemporanea, elettronica, perfezionando l’uso degli strumenti nelle diverse culture ed espressioni. Ha lavorato in numerose colonne sonore cinematografiche in collaborazione con Pivio e Aldo De Scalzi. Musicato e suonato reading per Adonis, Fernanda Pivano, Sergio Maifredi, Maurizio Maggiani, Don Andrea Gallo, Ugo Volli, Aldo Cazzullo, Mario Macario. Ha composto e lavorato per molti spettacoli di Teatro Pubblico Ligure. Il laboratorio “Il vento che suona” offre l’occasione di conoscere il lavoro di ricerca che ha condotto in particolare con gli strumenti a fiato come i sassofoni, i clarinetti, i vari flauti dolci, il clarinetto tradizionale turco, i clarinetti del ‘600 chiamati chalumeau, le cornamuse francesi musette, l’oboe italiano piffero, l’indiano shanai, la turca zurna a doppia ancia, l’armeno duduk, le ocarine italiane, il flauto armonico norvegese, gli antichi flauti in corno e globulari, nasali, richiami degli uccelli ad acqua, i numerosi flauti irlandesi chiamati whistle, il flauto dell’India del sud bansuri, il flauto boliviano mohozeno, la trombetta egiziana mizmar, il flauto rumeno fluier, il flauto ungherese furulya, il grande flauto armonico slovacco fujara.
Informazioni al numero whatsapp 351 4472182 info@teatropubblicoligure.it
Biglietti sempre on line www.mailticket.it e un’ora prima sul posto.
Info sul Forte 0184 1952853














