Il Festival Sanremo 2027 è ancora distante, ma il cantiere della prossima edizione è già aperto. Il Festival si prepara infatti a una delle trasformazioni più significative degli ultimi anni, tra il debutto di Stefano De Martino nel doppio ruolo di conduttore e direttore artistico e un regolamento destinato a cambiare profondamente il ritmo della gara. Come evidenzia l'agenzia di stampa La Presse, la novità più evidente riguarda la struttura delle serate. La prima puntata manterrà l'impianto tradizionale: tutti i Big in gara presenteranno per la prima volta il proprio brano al pubblico dell'Ariston. Lo stesso schema, però, dovrebbe essere riproposto anche nella seconda serata, rompendo con una consuetudine ormai consolidata.
Nelle ultime edizioni, infatti, gli artisti venivano suddivisi in due gruppi che si alternavano tra mercoledì e giovedì. Una soluzione che, secondo le indiscrezioni, sarebbe stata abbandonata per fare spazio alla nuova organizzazione del Festival. L'obiettivo è trasformare Sanremo in un evento ancora più ricco di appuntamenti decisivi. La manifestazione si articolerebbe così in tre grandi finali: la serata dedicata alle Cover, anticipata al terzo appuntamento; la nuova e attesa serata Eurovision, che diventerebbe uno snodo fondamentale della competizione; e infine la tradizionale finalissima del sabato, chiamata a decretare il vincitore della 77esima edizione. Una strategia che punta a moltiplicare i momenti di maggiore richiamo televisivo e a mantenere alta l'attenzione del pubblico per tutta la settimana.
Non mancano, tuttavia, alcuni interrogativi. La seconda serata potrebbe rivelarsi il passaggio più delicato del nuovo assetto, rischiando di apparire troppo simile alla prima e di trovarsi schiacciata tra il fascino del debutto e la sequenza di finali prevista nei giorni successivi. Per evitare un calo di interesse, si starebbe valutando l'inserimento di uno degli ospiti più attesi proprio nel mercoledì del Festival. Tra le ipotesi più suggestive circola quella di una possibile reunion dei Måneskin, che potrebbe trasformarsi in uno dei momenti simbolo dell'edizione 2027. Grande curiosità anche intorno alla serata Eurovision, destinata a scegliere il rappresentante italiano per gli Ebu 2027 in programma in Bulgaria. Resta però da definire il meccanismo di voto: si lavora all'ipotesi di una classifica autonoma, sul modello della serata Cover, oppure all'utilizzo delle preferenze accumulate nella gara principale. Una soluzione, quest'ultima, che potrebbe però svelare in anticipo i nomi dei favoriti alla vittoria finale.
Tra le modifiche allo studio c'è anche la possibilità di ridurre il numero dei Big in gara. Un'idea già emersa in passato: il regolamento del 2026 prevedeva inizialmente 26 artisti, salvo poi salire a 30 dopo le scelte definitive dell'allora direttore artistico Carlo Conti. Tra nuove formule, possibili colpi di scena e un volto inedito alla guida della manifestazione, Sanremo 2027 si prepara dunque a cambiare pelle, nel tentativo di rinnovarsi senza perdere il legame con la propria tradizione.














