Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ventimiglia hanno arrestato in flagranza di reato un cittadino albanese con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta sul lungomare Marconi, a Vallecrosia al mare, dove gli investigatori, impegnati in un servizio di appostamento antidroga, hanno sottoposto a controllo un’autovettura utilizzata da cittadini stranieri sospettati di attività di spaccio.
Fin dai primi momenti il conducente avrebbe mostrato evidenti segni di nervosismo, con tremore agli arti e continui controlli del telefono cellulare, sul quale era aperta l’applicazione delle mappe. Un atteggiamento che ha spinto i poliziotti ad approfondire il controllo attraverso una perquisizione del veicolo. Gli agenti hanno così scoperto, nascosto nel vano sotto la cuffia della leva del cambio, un astuccio portamonete in similpelle contenente 57 involucri termosaldati di cocaina, per un peso complessivo di circa 46 grammi. La successiva perquisizione personale ha inoltre permesso di sequestrare 110 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, oltre a un telefono cellulare. Determinante anche il narcotest effettuato dal personale della Polizia Scientifica, che ha confermato senza dubbi la natura della sostanza sequestrata. Considerati il quantitativo di droga, la suddivisione in dosi già pronte per la vendita e il sofisticato sistema di occultamento, gli agenti hanno dichiarato l’uomo in stato di arresto. Su disposizione del pubblico ministero di turno, il cittadino albanese è stato trasferito presso la casa circondariale di Sanremo, in attesa dell’udienza di convalida.
L’operazione, spiegano gli investigatori, ha consentito di interrompere un’attività di spaccio potenzialmente destinata soprattutto ai più giovani. Secondo le stime, infatti, un grammo di cocaina può raggiungere un valore di circa 80 euro, alimentando gli enormi profitti delle organizzazioni criminali che gestiscono traffico e distribuzione della droga.
“La cocaina genera un effetto down tra gli assuntori che si accompagna a tristezza, apatia, irrequietezza e affaticamento. È proprio questo meccanismo che alimenta la dipendenza”, sottolineano dalla Polizia di Stato, ricordando anche i gravi effetti collaterali legati all’uso dello stupefacente, tra cui ansia, paranoia, aggressività e disorientamento. Da qui l’importanza dell’attività di prevenzione e repressione del fenomeno, che vede quotidianamente impegnate le forze dell’ordine nella tutela della collettività e delle nuove generazioni.














