Si riaccende l’allarme sulle condizioni delle carceri in provincia di Imperia, dopo l’ennesimo tentativo di suicidio avvenuto domenica 12 aprile nel carcere di Valle Armea a Sanremo. Un episodio che segue di pochi giorni un altro tentato suicidio registrato nel carcere di Imperia e che si inserisce in una serie di casi analoghi, tra cui quello del 25 marzo scorso, sempre a Sanremo.
Secondo quanto denunciato Alleanza Verdi Sinistra, si tratta di una situazione tutt’altro che isolata, ma parte di un fenomeno più ampio e strutturale che riguarda l’intero sistema penitenziario italiano. Le carceri vengono descritte come luoghi sempre più sovraffollati, dove il benessere psicofisico dei detenuti sarebbe “minimamente considerato” e dove la funzione rieducativa della pena risulterebbe di fatto assente. Il partito critica duramente l’azione del governo, accusato di aver aggravato una situazione già critica: “le misure adottate hanno dato il colpo di grazia a strutture già in difficoltà”. A fronte di un numero crescente di leggi repressive, gli interventi migliorativi vengono definiti “inutili o inadeguati” rispetto all’emergenza quotidiana vissuta dai detenuti. Tra le proposte avanzate dalle associazioni che operano nel settore vi sono "il maggiore ricorso a pene alternative, sconti di pena e il potenziamento degli organici, con l’inserimento di più direttori sanitari, educatori e mediatori culturali".
Molte le critiche sul piano politico, con riferimento all’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Vengono citate alcune sue dichiarazioni, definite inaccettabili alla luce dei fatti: “provare un’intima gioia nel sapere che non si lasciano respirare le persone sottoposte ad arresto”, parole che, secondo gli estensori, risultano ancora più gravi considerando i casi di suicidio per soffocamento nelle carceri. A livello locale, si sottolinea come gli enti territoriali abbiano margini limitati di intervento, ma si avanza una proposta concreta: "l’istituzione di un “Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale” anche per il Comune di Imperia, sul modello già adottato a Sanremo. L’obiettivo sarebbe quello di creare un presidio stabile nelle carceri, capace di monitorare la situazione, raccogliere dati e testimonianze e contribuire alla tutela dei detenuti. L’iniziativa potrebbe inoltre essere estesa ai comuni limitrofi, per affrontare in modo coordinato un problema che coinvolge l’intero territorio".
Infine, AVS ribadisce la necessità di un cambio di paradigma: trasformare il carcere da luogo di sofferenza e morte a spazio realmente riabilitativo, in linea con quanto previsto dalla Costituzione italiana.

















