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Sanità | 04 febbraio 2026, 13:00

MeLab, ad Arma di Taggia il centro che parla ai ragazzi con la tecnologia: videogame therapy e realtà virtuale contro isolamento e fragilità (Foto)

È il primo in Liguria e tra i più avanzati in Europa. Il dottor Roberto Ravera: “Usiamo il linguaggio dei giovani per aiutarli a capire sé stessi e gli altri”

Videogame therapy, realtà virtuale, strumenti digitali pensati non per intrattenere ma per curare, prevenire e comprendere. Si chiama Me‑Lab ed è il nuovo Centro di Promozione della Salute e Psicologia Clinica Digitale di Arma di Taggia, attivo in via Nino Pesce 36. Un presidio innovativo di ASL 1 Regione Liguria, che segna un cambio di passo nel modo di affrontare il disagio psicologico, soprattutto tra adolescenti e preadolescenti.

A raccontarne la filosofia e il funzionamento è il dottor Roberto Ravera, che definisce MeLab “un centro di eccellenza, non un semplice ambulatorio”. Qui la tecnologia non è un accessorio, ma uno strumento clinico vero e proprio. Attraverso la videogame therapy e la realtà virtuale, vengono create scene di vita reale che favoriscono l’immedesimazione. Le reazioni emotive e cognitive delle persone vengono osservate e misurate, con l’obiettivo di migliorare la capacità di relazione e di comprensione degli stati mentali, propri e altrui.

Il cuore del lavoro riguarda soprattutto i giovani. “Molti adolescenti oggi – spiega Ravera – vivono una condizione di isolamento sociale, una sorta di imbuto comunicativo. I messaggi non passano, le relazioni si impoveriscono, e il disagio cresce”. Proprio per questo MeLab è stato pensato come uno spazio accogliente, familiare, capace di parlare il linguaggio dei ragazzi. La scelta tecnologica non è casuale: è una risposta diretta al modo in cui le nuove generazioni comunicano.

I dati raccolti sul territorio lo confermano. Su un campione di circa quattromila studenti della provincia di Imperia, quasi il 99% possiede uno smartphone, spesso affiancato da pc o tablet, mentre la televisione è ormai marginale. Ancora più significativo è un altro numero: il 98% non ha alcun parental control attivo. In questo scenario, i social network e gli influencer diventano una sorta di “terzo educatore”, accanto a genitori e scuola. Un educatore potente, spesso sconosciuto, che può essere stimolante ma anche rischioso.

MeLab nasce proprio per intercettare questa realtà, senza demonizzarla. “I ragazzi passano ore sul cellulare, comunicano così – sottolinea Ravera –. Noi utilizziamo quella stessa strada per aprire spazi di relazione e consapevolezza”. L’approccio è integrato e multiprofessionale e coinvolge sia il Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze sia il Dipartimento di Prevenzione di ASL 1.

Il centro è stato realizzato grazie al Programma di Cooperazione Transfrontaliera Interreg VI Francia-Italia ALCOTRA 2021-2027, all’interno del progetto INTEVIDI, dedicato all’innovazione tecnologica digitale nella riabilitazione delle interazioni sociali lungo tutto l’arco della vita. ASL 1 Imperiese è capofila, insieme a partner di primo piano come l’Università degli Studi di Genova, il Centre Hospitalier Universitaire di Nizza e l’Université Côte d’Azur. Una rete internazionale che collega Arma di Taggia a Barcellona, Nizza e ad altre realtà europee all’avanguardia.

Il risultato è un centro che guarda al futuro della sanità pubblica, dove prevenzione e clinica si incontrano attraverso strumenti nuovi ma con un obiettivo antico: aiutare le persone a stare meglio, partendo dai più giovani. In un’epoca in cui il disagio passa spesso attraverso uno schermo, MeLab prova a usare quello stesso schermo per riaprire il dialogo.

Andrea Musacchio

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