“Il vento gelido è l’unica cosa che riesci a sentire fisicamente. Ti accarezza il viso ricordandoti che almeno il tuo corpo è vivo, perché la mente vorrebbe solo spegnersi”. Parte da qui il racconto di una ragazza di 16 anni, vittima di bullismo e cyberbullismo, oggi seguita dal MeLab di Arma di Taggia. Un racconto che non è solo testimonianza personale, ma fotografia di un disagio diffuso, silenzioso, che colpisce sempre più spesso adolescenti e preadolescenti e che trova nella dimensione digitale uno dei suoi principali amplificatori.
In vista del 7 febbraio 2026, Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, il MeLab – Centro di Promozione Salute e Psicologia Clinica Digitale di ASL 1 Liguria apre una finestra su ciò che accade ogni giorno all’interno delle sue stanze: storie, numeri, percorsi di cura e prevenzione che raccontano come la violenza tra pari, soprattutto online, continui a produrre ferite profonde sul piano emotivo e psicologico.
La testimonianza della giovane paziente è uno dei tasselli più potenti di questo quadro. Nel suo testo, condiviso all’interno di un percorso terapeutico, il mare diventa metafora degli stati d’animo, le parole assumono il peso di armi o di doni, la sofferenza lascia spazio a una lenta ricostruzione di sé. “Le ferite emotive non scompaiono mai, diventano solo cicatrici nella nostra anima”, scrive la ragazza, che racconta come il percorso di terapia le abbia permesso di ritrovare fiducia e serenità: “Oggi il vento è caldo come un abbraccio da parte della felicità, il mare è rassicurante e calmo quanto la serenità con se stessi”.
Accanto alle storie individuali, ci sono i dati. Nell’anno scolastico 2024/2025 il MeLab ha coinvolto 6 Istituti Comprensivi della provincia, 34 classi, 675 studenti e 67 docenti all’interno dei laboratori di Media Education rivolti alla scuola secondaria di primo grado. Attività che si svolgono in spazi tematici pensati per favorire la consapevolezza nell’uso dei dispositivi digitali e per riflettere sulle dinamiche relazionali che nascono e si amplificano sui social network.
Uno dei luoghi simbolo del percorso è la “Stanza delle storie”, dove gli studenti, guidati dagli operatori, partono da immagini condivise per raccontarsi, confrontarsi e riflettere sulle conseguenze di ciò che viene pubblicato online. È qui che spesso emergono vissuti personali, episodi di esclusione, attacchi verbali, isolamento. È qui che la prevenzione diventa concreta, prima ancora che clinica.
Sul fronte sanitario, l’Ambulatorio di Psicologia del MeLab riceve giovani tra i 13 e i 25 anni. Nel primo anno di attività sono stati accolti 212 pazienti: 61 hanno concluso il trattamento, 21 sono stati indirizzati ad altri percorsi, mentre 130 ragazzi e ragazze sono attualmente in carico. I disturbi più frequenti sono quelli d’ansia, depressivi e post-traumatici, e in circa il 15% dei casi sono direttamente collegati a esperienze di bullismo e cyberbullismo. Una percentuale che, secondo gli specialisti, potrebbe essere ancora più alta se si considerassero in modo sistematico le esperienze pregresse di violenza relazionale.
A sottolineare la complessità del fenomeno è Stefania Guasco, psicologa di ASL 1 e della Psicologia Clinica Digitale del MeLab, che parla di un problema trasversale, capace di manifestarsi in età e forme diverse. Centrale, nel lavoro del centro, è anche il coinvolgimento delle famiglie. “I genitori per noi sono fondamentali – spiega –. Spesso vengono presi in carico insieme ai figli, a volte nello stesso percorso, altre volte separatamente. È importante che ciò che i ragazzi vivono nei laboratori possa diventare un’occasione di crescita anche per gli adulti”.
Fondamentale resta inoltre il collegamento con le scuole e con gli sportelli d’ascolto. “Sono una risorsa preziosa – chiarisce Guasco – ma non vanno confusi con il nostro ruolo. Gli sportelli intercettano il disagio, poi arriviamo noi. Il dialogo con insegnanti e istituti è essenziale”.
Il MeLab, attivo in via Nino Pesce 36 ad Arma di Taggia, è un servizio strutturato e ormai collaudato di ASL 1 Regione Liguria, realizzato grazie al Programma di Cooperazione Transfrontaliera Interreg VI Francia–Italia ALCOTRA 2021–2027. All’interno del progetto INTEVIDI, che vede ASL 1 Imperiese come capofila insieme all’Università di Genova, al Centre Hospitalier Universitaire di Nizza e all’Université Côte d’Azur, il centro sviluppa strumenti innovativi di psicologia digitale applicata alla clinica e alla prevenzione.
Accanto agli approcci tradizionali, il MeLab utilizza anche strumenti come la televisita, per raggiungere i giovani che vivono in aree più isolate o che si trovano lontani da casa per studio o lavoro, e sta sviluppando la videogame therapy, l’uso dei videogiochi commerciali come strumento di analisi dei vissuti emotivi e di supporto terapeutico.
In un’epoca in cui il bullismo non finisce con il suono della campanella e il cyberbullismo segue i ragazzi fino dentro le loro stanze, il MeLab rappresenta un presidio unico sul territorio: un luogo in cui tecnologia, ascolto e cura si intrecciano. E dove, come racconta una sedicenne, anche dopo il vento gelido può tornare il mare calmo.



























