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Cronaca | 04 febbraio 2026, 07:05

Imperia, la Procura rinuncia al ricorso sul reato: il caso di Ventimiglia passa alla Cassazione sull’incidente probatorio

Il gip aveva escluso il tentato femminicidio. La difesa insiste sulla vulnerabilità della vittima, ora decide la Suprema Corte

Imperia, la Procura rinuncia al ricorso sul reato: il caso di Ventimiglia passa alla Cassazione sull’incidente probatorio

La vicenda giudiziaria legata al presunto tentato omicidio avvenuto a Ventimiglia approda ora al vaglio della Corte di Cassazione. Al centro del ricorso c’è l’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Imperia ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa dell’uomo indagato, marito della vittima, in un procedimento che ha attirato l’attenzione dei media sin dall’inizio.

Contestualmente la Procura della Repubblica di Imperia ha deciso di non insistere nel ricorso contro l’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari Massimiliano Botti ha riqualificato i fatti da tentato femminicidio a tentato omicidio, nell’ambito del procedimento a carico di un 65enne di Ventimiglia, attualmente detenuto. La scelta, spiegano dagli uffici giudiziari, è legata alla volontà di acquisire ulteriori elementi investigativi prima di definire in modo compiuto e coerente l’impianto accusatorio. La decisione arriva a margine di una vicenda che continua a suscitare attenzione e dibattito.

I fatti risalgono a mesi fa, quando la donna, per sfuggire a una violenta aggressione, si lanciò dal balcone dell’abitazione coniugale, situata al primo piano. L’episodio suscitò ampio dibattito anche per la qualificazione giuridica adottata dal giudice, che contestò all’indagato il reato di tentato omicidio, escludendo l’ipotesi di femminicidio tentato. Una scelta motivata, nel provvedimento, facendo riferimento alla condizione personale della donna, indicata come dedita alla prostituzione, ricostruzione immediatamente contestata dal procuratore Lari.

Nel frattempo, al difensore dell’indagato, l’avvocato Alberto Pezzini, è stata notificata l’ordinanza del 29 gennaio 2026 con cui il gip ha rigettato l’istanza volta a cristallizzare anticipatamente la testimonianza della persona offesa. La difesa aveva chiesto che l’audizione avvenisse in incidente probatorio, sostenendo che la donna versasse in una situazione di particolare vulnerabilità, ai sensi dell’articolo 90-quater del codice di procedura penale, e che il trascorrere del tempo, unito alla forte esposizione mediatica, potesse compromettere l’autenticità e l’affidabilità delle sue dichiarazioni future.

Secondo il giudice, tuttavia, elementi quali il clamore mediatico o lo “strepitus fori” non costituiscono presupposti idonei per l’ammissione dell’incidente probatorio. Accogliere tale impostazione – si legge nel provvedimento – equivarrebbe a consentire l’assunzione anticipata delle testimonianze in tutti i procedimenti di grande risonanza pubblica, incidendo in modo significativo sul principio cardine della formazione della prova in dibattimento.

Contro questa decisione la difesa ha presentato ricorso per Cassazione, denunciando una violazione di legge e qualificando l’ordinanza come abnorme. Nel ricorso vengono richiamate pronunce della Suprema Corte e della Corte europea dei diritti dell’uomo, che impongono una valutazione concreta della vulnerabilità della persona offesa, tenendo conto non solo delle sue condizioni personali, ma anche del contesto esterno, del trauma subito e dell’impatto dell’esposizione mediatica. La difesa sottolinea inoltre che l’incidente probatorio non comprometterebbe il contraddittorio, poiché rappresenta esso stesso una forma anticipata di confronto tra le parti, pienamente garantita sul piano processuale.

Il caso aveva già sollevato forti reazioni in una fase precedente, proprio per la scelta della qualificazione giuridica dei fatti, che aveva alimentato un acceso confronto pubblico e messo in luce divergenze significative tra accusa e difesa. In tale contesto, la Procura aveva espresso parere contrario rispetto ad alcune iniziative difensive, inclusa la richiesta di anticipare l’assunzione della testimonianza della vittima. Ora sarà la Corte di Cassazione a doversi pronunciare, stabilendo se il rigetto dell’istanza di incidente probatorio sia conforme alla legge e se, alla luce delle circostanze concrete, sussistessero o meno i presupposti per procedere all’assunzione anticipata della prova nella fase delle indagini preliminari.

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