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Attualità | 03 febbraio 2026, 10:32

Vino, Coldiretti Liguria promuove la campagna istituzionale: stop alla demonizzazione di un simbolo del Made in Italy

Boeri e Rivarossa: iniziativa importante per sostenere le imprese, tutelare i territori e difendere cultura e identità della viticoltura ligure

Vino, Coldiretti Liguria promuove la campagna istituzionale: stop alla demonizzazione di un simbolo del Made in Italy

Avvio importante per la campagna istituzionale di comunicazione sul vino promossa dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare. Un’iniziativa accolta con favore da Coldiretti Liguria, che la considera un segnale concreto per contrastare i tentativi di demonizzazione di un prodotto simbolo del Made in Italy e della Dieta Mediterranea. «La campagna risponde alle richieste avanzate da Coldiretti e rappresenta un segnale importante per fermare narrazioni immotivate contro il vino», affermano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale, in occasione della presentazione delle misure a sostegno del settore.

Secondo i vertici regionali dell’organizzazione agricola, il vino va ben oltre la dimensione produttiva. «Non è solo un prodotto agricolo, ma un patrimonio economico, culturale e ambientale che in Liguria assume un valore ancora più profondo», sottolineano Boeri e Rivarossa, ricordando come la filiera vitivinicola custodisca territori fragili, tradizioni secolari e un modello produttivo sostenibile, spesso portato avanti in condizioni estreme. «La campagna di promozione va nella direzione giusta: sostenere le imprese e restituire centralità a un comparto che rappresenta l’identità del nostro Paese», aggiungono. Coldiretti Liguria ringrazia inoltre il Ministero per la tempestività dell’intervento in una fase complessa per il settore, segnata da tensioni commerciali internazionali e da un cambiamento delle abitudini di consumo. «È fondamentale rinsaldare i valori che uniscono la filiera e contrastare narrazioni fuorvianti che nulla hanno a che vedere con l’uso consapevole e moderato del vino», proseguono i rappresentanti.

La viticoltura ligure rappresenta un unicum nel panorama nazionale: una realtà fortemente legata al territorio e caratterizzata da una diffusa viticoltura eroica, con vigneti su forti pendenze, terrazzamenti storici e un intenso lavoro manuale, spesso in aree difficilmente accessibili. Un’attività agricola che svolge anche una funzione essenziale di presidio ambientale e tutela del paesaggio. Dal punto di vista ampelografico, il vitigno a bacca bianca più diffuso in tutte e quattro le province è il Vermentino, seguito da Pigato e Lumassina nel savonese, Bosco e Albarola nello spezzino, Bianchetta Genovese e Moscato nel genovese. Tra le uve a bacca nera spiccano Rossese di Dolceacqua, Ormeasco, Granaccia e Ciliegiolo, mentre tra i passiti resta simbolo assoluto lo Sciacchetrà delle Cinque Terre.

La Liguria può inoltre contare su 12 vini a Denominazione e Indicazione Geografica Protetta (8 DOP e 4 IGP). Secondo le stime dell’Osservatorio Ismea-Qualivita, il comparto del vino DOP IGP regionale vale circa 24 milioni di euro e coinvolge oltre 800 operatori. «Difendere il vino ligure significa difendere il lavoro di centinaia di aziende agricole e la sopravvivenza di territori straordinari e fragili», concludono Boeri e Rivarossa. «Servono politiche di promozione, informazione corretta e valorizzazione delle produzioni di qualità, perché il vino è parte integrante della nostra cultura alimentare e del modello agricolo italiano».

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