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Attualità | 21 gennaio 2026, 14:49

Via Dante Alighieri, sicurezza stradale al centro del dibattito: cittadini e tecnici chiedono nuovamente la linea di mezzeria

Due lettere mettono in discussione le motivazioni del Comune: tra normativa, classificazione della strada e sicurezza dei residenti

Via Dante Alighieri, sicurezza stradale al centro del dibattito: cittadini e tecnici chiedono nuovamente la linea di mezzeria

La richiesta di tracciare la linea di mezzeria in via Dante Alighieri riaccende il confronto tra cittadini, tecnici e amministrazione comunale. A sollevare il tema sono due lettere, firmate dal dott. Andrea Chiarini e da Paola Civardi, che contestano la posizione dell’assessore alla Viabilità Massimo Donzella, secondo cui la normativa nazionale non consentirebbe il tracciamento a causa della ridotta larghezza della strada.

Il dott. Chiarini, forte di una formazione scientifica, chiarisce che il Codice della Strada e il suo Regolamento di esecuzione non fissano una larghezza minima “assoluta” della carreggiata, ma collegano la possibilità di tracciare la segnaletica orizzontale alla larghezza delle corsie. In ambito urbano, per le strade locali, la corsia minima è di 2,75 metri, quindi una strada a doppio senso dovrebbe misurare almeno 5,50 metri per ospitare una linea di mezzeria. Ma il punto centrale, secondo Chiarini, è un altro: "Via Dante Alighieri non sarebbe una strada locale (tipo F), bensì una strada urbana di quartiere (tipo E), come previsto dall’art. 2 del Codice della Strada e dagli strumenti urbanistici comunali. Una classificazione coerente con la funzione dell’arteria, che collega il centro ai quartieri collinari e a Baragallo, è percorsa dal trasporto pubblico e presenta marciapiedi e flussi di traffico significativi. Per le strade di tipo E, la segnaletica longitudinale non è facoltativa ma obbligatoria".

A rafforzare il tema della sicurezza interviene Paola Civardi, che allarga lo sguardo anche a Corso Inglesi, denunciando una situazione di crescente pericolo per i residenti: "Marciapiedi dissestati e larghi appena 42 cm, limiti di 30 km/h non rispettati, cartelli poco visibili e l’assenza di attraversamenti pedonali rialzati in una piazza dove ha sede un asilo nido. “Tornare a casa sani e salvi è una scommessa quotidiana”, scrive, sottolineando come interventi analoghi siano stati realizzati in strade molto meno trafficate.

Le due lettere pongono quindi una domanda chiara all’amministrazione: la mancata linea di mezzeria è davvero imposta dalla normativa, o è frutto di una scelta discrezionale? Un interrogativo che riporta al centro il tema della sicurezza stradale e della coerenza tra regole, classificazioni e realtà urbana.

Carlo Alessi

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