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Al Direttore | 16 gennaio 2026, 17:52

Caso della 'Campana per i bimbi mai nati': scontro aperto tra etica e diritti nel Ponente, il pensiero di una lettrice

"Il rispetto per le madri non oscuri la verità sul diritto alla vita"

Caso della 'Campana per i bimbi mai nati': scontro aperto tra etica e diritti nel Ponente, il pensiero di una lettrice

Il rintocco della campana inaugurata da Monsignor Suetta a Sanremo continua a scuotere le coscienze e a dividere l’opinione pubblica nel Ponente ligure. Alla vigilia della manifestazione di protesta indetta per domani a Sanremo da PD, Donne Democratiche e Giovani Democratici, il fronte pro-life rompe il silenzio. A prendere posizione è una socia fondatrice del Centro Aiuto alla Vita (CAV) di Imperia, Daniela Montanaro che, con una lettera aperta, accende un serrato confronto dialettico con la visione espressa recentemente dal dott. Marcello Andreoli.

Il dibattito si sposta dal piano politico a quello antropologico. Se la lettera del dott. Andreoli – ampiamente apprezzata in ambito laico – poneva l’accento sulla misericordia verso il dolore delle donne che ricorrono all’interruzione di gravidanza, la replica del CAV introduce un elemento di rottura: il destino del nascituro. "Comprendo la sollecitazione alla misericordia nei confronti del dolore di certe scelte - scrive la volontaria del CAV - tuttavia non posso non notare che neppure una parola è stata spesa per le vere vittime: i bambini uccisi nel grembo delle mamme». Secondo questa visione, l’iniziativa del Vescovo Suetta non sarebbe un atto di accusa, ma un "richiamo alla verità" e un gesto di pietà verso chi non ha voce.

L’intervento del Centro Aiuto alla Vita solleva anche il tema dell’obiezione di coscienza, interpretata non come un ostacolo burocratico, ma come una conseguenza della consapevolezza scientifica sulla natura del feto. Il testo contesta duramente lo slogan "il corpo è mio", definendolo un paradosso di fronte alla richiesta di misericordia per un dramma che, secondo il CAV, si potrebbe evitare proprio attraverso il sostegno concreto alle gestanti in difficoltà. "La Chiesa sussurra alle donne di non aver timore di chiedere aiuto", prosegue la nota, sottolineando come l’ascolto debba andare di pari passo con la tutela del diritto alla vita, considerato sacro e inviolabile. Mentre il CAV di Imperia cita Chesterton per rivendicare il coraggio di affermare verità oggi impopolari, le associazioni e i partiti che si ritroveranno domani alle 15 in Piazza Colombo a Sanremo preparano la risposta. Per i manifestanti, la laicità dello Stato e l’autodeterminazione sono i pilastri da difendere contro ogni forma di "stigma" religioso.

Il confronto resta tesissimo: da un lato chi vede nella campana un simbolo di oppressione e colpevolizzazione; dall'altro chi, come il CAV, la considera l'ultimo baluardo di una verità che non vuole essere oscurata.

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