Il gruppo consiliare Ospedaletti Insieme interviene sul recente annuncio dell’amministrazione comunale riguardo nuove iniziative culturali, come il Festival delle ragazze e una rassegna letteraria mensile. Pur riconoscendo l’importanza di ogni passo verso la promozione della lettura, i consiglieri sottolineano la contraddizione tra i proclami e la realtà.
Al centro delle critiche lo spostamento della biblioteca comunale in una sede ritenuta “inadeguata, poco accessibile e priva di identità culturale”. “Una biblioteca non è un deposito di libri – affermano – ma uno spazio vivo, un presidio sociale e un punto di riferimento intergenerazionale. Collocarla in un luogo non adeguato significa tradirne il significato”.
Il gruppo richiama il progetto Città che legge, avviato dalla precedente amministrazione, che puntava a rendere la lettura un’abitudine sociale condivisa e le biblioteche il cuore pulsante della vita cittadina. “Ci preoccupa – aggiungono – un ritorno a una cultura dell’apparire, con decisioni che impoveriscono il tessuto educativo e culturale della comunità”.
Da qui l’appello alla giunta: riconsiderare la scelta sull’ubicazione della biblioteca e avviare un confronto aperto con cittadini, associazioni e operatori culturali. “Non basta organizzare eventi – conclude Ospedaletti Insieme – serve visione e coerenza. Sosteniamo la cultura, i giovani e i luoghi che fanno crescere”.














