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Attualità | 08 ottobre 2025, 18:22

Sanremo si mobilita per Gaza, centinaia in piazza: “Questo è un genocidio, solo l’amore può vincere”

Numerosi ragazzi, famiglie con bambini, Anpi e Cgil tra i partecipanti al corteo partito da corso Garibaldi per manifestare pacificamente a favore della popolazione di Gaza

È partito alle 18 da corso Garibaldi il corteo pro Palestina che questa sera sta attraversando le vie del centro di Sanremo, passando da via Ruffini, lungo la ciclabile e fino a Pian di Nave. Alla manifestazione partecipano circa duecento persone, in un clima pacifico e molto partecipato.

Numerosi i giovani presenti, insieme ad adulti, famiglie con bambini e passeggini. Al fianco dei cittadini anche l’Anpi di Sanremo e la Cgil di Imperia, che hanno aderito con la loro presenza. “Questo è un genocidio, e dobbiamo dirlo con chiarezza – hanno scandito gli organizzatori –. C’è una carestia in atto. Martedì cercheremo di partire e di entrare in Cisgiordania, dove c’è una vera e propria pulizia etnica dal 1948. Dobbiamo opporci a questo: dobbiamo far conoscere la verità, poi agire. Ognuno di noi può agire nel suo piccolo. Tutto il mondo si sta ribellando. Solo l’amore può vincere”.

La mobilitazione sanremese si inserisce nel quadro delle numerose manifestazioni che in queste settimane si stanno svolgendo in Italia e in Europa per chiedere il cessate il fuoco e tenere alta l’attenzione sulla crisi di Gaza. Nei giorni scorsi si sono tenute due manifestazioni nel capoluogo di provincia e a Ventimiglia.

Qual è il messaggio che si vuole mandare questo pomeriggio? Lo abbiamo chiesto al Consigliere comunale Vittorio Toesca: “Il messaggio che si vuole mandare è un messaggio di pace, di unità, di autodeterminazione dei popoli. Il voto del Consiglio Comunale all'unanimità ha confermato questo tipo di volontà e si iscrive perfettamente nel solco di Sanremo, città della pace, della non violenza e dei diritti umani, come da deliberazione comunale votata all'unanimità nel 2006”.

Per il vice Sindaco di Sanremo, Fulvio Fellegara con che prospettiva si manifestazione adesso che sembra esserci un piano di pace? “Con quella della speranza, che è quella che non deve mai mancare, e con il fatto che dal basso porta un impulso a chi governa per adoperarsi al massimo per riportare la pace a Gaza e in Medio Oriente e far smettere questo genocidio”. La manifestazione arriva dopo il riconoscimento del consiglio comunale dello Stato di Palestina: “E' una richiesta quella che è arrivata attraverso la mozione. Il consiglio ha votato all'unanimità per chiedere con forza il riconoscimento. E' un atto importante seppur simbolico, che rinnova ancora la pressione che arriva dal basso e dalle piazze. Il popolo italiano e gli italiani vogliono la pace, non la guerra”.

Fabio Ormea, ex consigliere comunale, tra i promotori della manifestazione, ci spiega il messaggio che si vuole dare: “E’ un corteo a sostegno del popolo palestinese, viste le sofferenze che sta subendo. Reputiamo doveroso appoggiarlo e sostenerlo nella sopravvivenza. Sta subendo un genocidio vero e proprio da parte del governo Netanyahu, che sta facendo delle cose veramente orribili. In questo contesto chi soffre di più sono soprattutto i bambini, ventimila dei quali bambini già morti, ma soprattutto sono civili ed innocenti. Il nostro sostegno e la nostra solidarietà va a questo popolo, affinchè abbia la possibilità di avere un riconoscimento internazionale sulla propria terra. È arrivato il momento di ‘due popoli e due stati’. Noi auspichiamo che si ritrovi un po' di pace”. Cosa pensa dei colloqui di pace in atto? “Sono ancora molto dubbioso, perché la situazione non è ancora così stabile. La prima cosa che devono fare è, da una parte e dall'altra, ritirarsi e rilasciare gli ostaggi. Dopodiché devono intavolare una trattativa per il riconoscimento dello Stato di Palestina”. A livello locale questo è il primo passo, avete anche altre manifestazioni in programma? “Secondo noi per tenere i riflettori puntati sulla Palestina bisognerà continuare a fare manifestazioni, flash mob, cortei, presidi e far conoscere il dramma di questo popolo, di questo paese”.

Qualche momento di tensione si è registrato quando il corteo è passato da corso Orazio Raimondo, dopo la discesa da via Fratti. I manifestanti, infatti, hanno bloccato la strada costringendo i mezzi ad attendere il passaggio. 

Andrea Musacchio

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