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Attualità | 09 settembre 2025, 07:00

Sanremo: disabile picchiato in centro, la condanna del Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani

Il CNDDU esprime piena solidarietà al giovane e alla sua famiglia, augurando un recupero completo, fisico e psicologico

Sanremo: disabile picchiato in centro, la condanna del Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani

Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani condanna con fermezza l’aggressione subita a Sanremo da un giovane con disabilità motoria: "E' un esempio lampante di devianza collettiva, dove la violenza si alimenta del gruppo e diventa quasi uno spettacolo. La vulnerabilità della vittima rende chiara l’assenza di empatia e la fragilità delle norme sociali che dovrebbero proteggere ogni persona. Colpisce l’uso della distruzione e degli oggetti come strumenti di sopraffazione: un segnale forte di come il potere del branco si manifesti anche attraverso la violenza simbolica. Questo episodio non nasce dal nulla. Riflette tensioni sociali più ampie: marginalizzazione giovanile, mancanza di regole condivise e crisi nella socializzazione dei valori civili. Il silenzio dei passanti pur comprensibile in termini di autodifesa, evidenzia la debolezza del capitale sociale e la difficoltà della comunità di intervenire. La condizione di disabilità della vittima sottolinea quanto sia urgente promuovere il rispetto delle differenze come fondamento della convivenza".

Il CNDDU esprime piena solidarietà al giovane e alla sua famiglia, augurando un recupero completo, fisico e psicologico. Questo episodio deve essere occasione di riflessione sul ruolo preventivo dell’educazione e della cultura dei diritti umani: "Scuole, famiglie e comunità hanno responsabilità dirette: occorre promuovere relazioni rispettose e contrastare la cultura della sopraffazione. L’aggressione mostra quanto la percezione di impunità e la mancanza di responsabilizzazione collettiva alimentino comportamenti devianti. L’intervento tempestivo delle autorità resta fondamentale, ma evidenzia criticità nella gestione della sicurezza urbana. I media devono raccontare questi episodi con responsabilità, evitando spettacolarizzazione e favorendo consapevolezza sociale. Gli insegnanti hanno il compito di trasformare la tragedia in strumenti educativi, insegnando empatia e rispetto della dignità altrui. La devianza giovanile va letta come sintomo di tensioni sociali, non solo come fenomeno individuale o patologico. Ogni comunità ha il dovere di costruire reti di protezione per i più vulnerabili e rafforzare i legami sociali. La violenza gratuita lascia ferite profonde, individuali e collettive, minando la fiducia nelle istituzioni e nei rapporti interpersonali. L’educazione ai diritti civili deve essere uno strumento di prevenzione, non solo di reazione a eventi traumatici. Gli atti contro persone fragili rivelano criticità nella socializzazione e nella gestione dei conflitti. È urgente sviluppare interventi integrati tra scuole, famiglie, servizi sociali e forze dell’ordine, promuovendo cittadinanza responsabile".

Il CNDDU continuerà a monitorare la vicenda e a sostenere iniziative formative sulla gestione non violenta dei conflitti: La violenza verso chi è debole non è mai 'divertimento', è sintomo di fragilità dei legami sociali e di erosione della cultura dei diritti. Sanremo e l’Italia devono riflettere sull’urgenza di costruire una cultura della solidarietà, del rispetto e della responsabilità civile. Prevenire la devianza e la violenza gratuita deve diventare una priorità educativa, culturale e politica".

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