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Al Direttore | 02 maggio 2025, 10:50

Sanremo, la nostra lettrice Antonella su via Martiri: "Ecco i motivi per cui siamo stanchi della situazione"

La donna replica a un'altra lettrice che invece, definiva l'allarmismo 'eccessivo'

Sanremo, la nostra lettrice Antonella su via Martiri: "Ecco i motivi per cui siamo stanchi della situazione"

"Egregio Direttore vorrei avere la possibilità di controbattere alle affermazioni della “lettrice anonima” in merito all’eccessivo allarmismo in via Martiri e zone limitrofe", inizia così la lettera indirizzata al nostro giornale dalla nostra lettrice  Antonella Cabrini.

"Gentile Signora, prosegue la replica,  probabilmente a Sanremo ci saranno due Via Martiri, una dove risiede lei ed una dove abito io insieme a tante altre persone stanche della situazione. Le spiego come vivo la mia quotidianità in Via Martiri della Libertà La mia giornata inizia al mattino alle ore 6 quando sorseggio il mio caffè al balcone a rimirare tutta la “rumenta” abbandonata in ogni dove: si va dai più disparati arredi (materassi, reti, comodini, divani, tavoli e tavolini), ai servizi igienici (wc, lavandini e bidè), infissi, passiamo poi agli elettrodomestici (lavatrici, cucine e bombole a gas) per finire con la tecnologia (televisori, tastiere di computer), non mancano nemmeno i giochi dei bimbi unitamente a passeggini rotti e sporchi, pare una succursale dell’IKEA a cielo aperto.

Se il buongiorno si vede dal mattino, la situazione non migliora nemmeno quando porto la mia cagnetta a fare la prima passeggiata, ovviamente munita di sacchetti per la raccolta e bottiglietta con acqua e disinfettante per sciacquare la pipi, inizia lo slalom tra deiezioni non raccolte, sputi ed urina umana.

Mi preparo per recarmi al lavoro e, finalmente, inizio ad intravedere la luce: l’addetta AMAIE (che si fa un mazzo tanto) sta spazzando i marciapiedi, i camion della raccolta sono usciti (tutte uscite supplementari che, ovviamente, hanno un costo per la comunità “civile”) ed hanno iniziato a togliere gli “arredi urbani” presenti nella via Martiri che frequento io.

Peccato che al rientro dal lavoro, solitamente nel pomeriggio, la situazione si avvia ad essere come al mattino: all'inizio via, spesso, non si può passare sul marciapiede perché è interamente occupato da cartoni, bottiglie (integre e rotte) e sacchi dal dubbio contenuto; salendo compaiono i primi “lasciti” accanto ai cassonetti, i marciapiedi sono ritornati uno schifo (l’addetta ha pulito ma la gente non ha rispetto per il lavoro altrui) carte, mozziconi di sigarette, deiezioni, ecc.

Altra passeggiata con la mia cagnetta sperando di tornare a casa senza essere investiti da auto o scooter (noi attraversiamo sempre sulle strisce pedonali) o da qualche monopattino che sfreccia sui marciapiedi o nella via, ovviamente contromano.

E, ciliegina sulla torta, si arriva alle ore serali: gli abbandoni di ogni genere di rifiuti iniziano a trovare posto accanto ai cassonetti, per la gioia di gabbiani, piccioni e topi che potranno così aprire i sacchi e cercare cibo di loro gradimento; la via spesso è “allietata” dagli schiamazzi di avventori di bar in baldoria, non mancano risse e, a volte, ci scappa pure qualche “taglio”.

Dimenticavo, se non vieni falciato attraversando la strada, puoi sempre cadere e romperti qualche arto (alcune persone già hanno avuto questo bel regalino) inciampando nelle tante buche presenti su marciapiedi e strada. Ecco, questa è la via martiri dove abito.

Concludo dicendo, gentile anonima signora, che la via commerciale che tutti conoscevamo, resta uno dei tanti ricordi, insieme alla bellezza che contraddistingueva la nostra amata Sanremo; le uniche attività che resistono sono quelle storiche: la ferramenta, le officine meccaniche, la rivendita di materassi, le tabaccherie, i bar (anche se pure alcuni di questi si sono arresi ed hanno appeso all’esterno del locale un bel cartello con la scritta “vendesi”), i saloni di parrucchieri e, le pompe funebri.

Direi che non si tratta di eccessivo allarmismo ma di un grido di aiuto affinché la zona venga rilanciata a livello commerciale, di pulizia e di sicurezza, per una migliore vivibilità di residenti e per la soddisfazione dei proprietari di case, nella speranza che i tanti locali sfitti (si cara signora tanti) non vengano trasformati in appartamenti (almeno due già l’hanno fatto) o in box per auto.

Con questo spero esaustivo scritto, dalla via dove il rispetto delle regole non è contemplato, la saluto caramente"

Antonella Cabrini residente in Via Martiri della Libertà - Sanremo. 
 

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