“vorrei intervenire con un commento in ordine al recente Referendum che ha visto una larga adesione al SÌ in questa Provincia". Sono le parole del nostro lettore, Leonardo Kogliodima di Sanremo.
“Personalmente non avevo dubbi che in questo territorio ciò sarebbe avvenuto, poichè troppo legato a un substrato pervasivo privo di una visione di valori proiettata nel futuro”. Al contrario, “appaiono ben evidenti il mantenimento di uno status quo fatto di personalismi e rilevanti interessi economici, dentro uno scarno materialismo privo di valori che non siano quelli strettamente utilitaristici. Eppure quando il risultato non è quello atteso, si invoca la Democrazia, salvo poi verso altre forme di autoritarismo quando vengono proposte leggi senza una visione e una partecipazione condivise.” In quei momenti, “pare non si sia più in Democrazia, ma in qualcosa di indefinito che non viene mai esplicitato. Questo referendum non era soltanto un’espressione di voto su una riforma della giustizia”, bensì “un possibile cavallo di Troia per modifiche ben più profonde, fino a incidere unilateralmente sulla Costituzione.”
“Il NO espresso in maniera così ampia - prosegue - non rappresenta un’occasione persa ma, piuttosto, un’opportunità di risveglio, un ritorno agli ideali più alti incarnati dalla difesa della Costituzione, oltre i personalismi e verso una ritrovata unità. Purtroppo molti in questa città e provincia hanno smarrito tali ideali, distratti da un materialismo politico ed esistenziale che offre obiettivi più immediati e comodi. E' arrivata una tempesta di gioventù, una forza nuova che crede e difende ideali. E in fondo, da chi se non dai giovani poteva nascere tutto questo? Non è un’occasione persa, ma una grande occasione, per offrire ai nostri figli e nipoti un’Italia migliore. Una speranza che vive nella convinzione che agli autoritarismi si possano contrapporre ideali capaci di costruire un cambiamento inclusivo. Grazie dunque ai giovani, per 'l’energia diffusa' e per aver riacceso l’emozione di credere ancora in un ideale. Perché, in fondo un cambiamento migliore è possibile.”














