/ Al Direttore

Al Direttore | 22 marzo 2026, 16:24

“Via Padre Semeria non ha bisogno di una guerra ai pini, ma di manutenzione seria”: la lettera di un residente

“Quasi metà dei dissesti non dipende dagli alberi: servono ripristini fatti bene e una strategia tecnica, non abbattimenti indiscriminati”

“Via Padre Semeria non ha bisogno di una guerra ai pini, ma di manutenzione seria”: la lettera di un residente

"A Sanremo torna d’attualità il tema dei pini di via Padre Semeria e dei dissesti della carreggiata, spesso attribuiti unicamente alle radici delle alberature. Tuttavia, un’analisi attenta della situazione dimostra che quasi il 50% dei problemi della strada non dipende dagli alberi, ma da anni di scavi, rattoppi e manutenzioni eseguite male su una strada, da sottolineare, ad altissimo intensità di traffico veicolare anche pesante, che richiede quindi interventi di manutenzione da ripetere regolarmente con tempistiche che non superino i 4 /5 anni massimo.

Via Padre Semeria è fiancheggiata, a monte e a valle, da decine di grandi condomìni, ognuno dei quali dispone di numerosi allacci a reti di acqua, gas, fognature, luce e telecomunicazioni. Questi impianti richiedono nel tempo interventi di manutenzione, che comportano inevitabilmente scavi e successivi ripristini. Il problema è che molti di questi lavori sono stati eseguiti con rinterri e tappetini d’asfalto di scarsa qualità, che dopo poco si deteriorano: compaiono buche, cedimenti e tombini sprofondati. Basta osservare i tratti dove i pini non ci sono più da anni per rendersi conto che il manto stradale è comunque pesantemente ammalorato.

Almeno quasi la metà dei dissesti presenti sulla strada potrebbe essere risolta subito, senza abbattere una sola pianta. Basterebbe intervenire con lavori di ripristino ben fatti, risanando i sottofondi, rialzando i tombini e utilizzando materiali resistenti, per restituire alla strada una superficie regolare e sicura.

Quanto ai pini, la situazione non è omogenea. In diversi punti della via le piante si trovano a distanza troppo ravvicinata, anche soli 5–6 metri di distanza l’una dall’altra, con le chiome che si intrecciano e competono per spazio e luce. In questi casi, un diradamento ragionato, eliminando circa la metà degli esemplari, non rappresenterebbe un grande danno ambientale, ma un intervento equilibrato. Le piante residue ne trarrebbero beneficio, e si ridurrebbero in modo sensibile i danni da radici su marciapiedi e carreggiata.

Infine, serve una manutenzione programmata e continua, che preveda controlli periodici sia sullo stato delle alberature che sulla qualità dei ripristini stradali. Solo così sarà possibile mantenere nel tempo la sicurezza e la vivibilità di una delle arterie più importanti della città.

In conclusione, via Padre Semeria non ha bisogno di una guerra ai pini, ma di una strategia tecnica e intelligente, capace di distinguere le cause reali dei problemi e di intervenire dove serve davvero. Eliminare i disagi senza eliminare il verde: questo dovrebbe essere l’obiettivo di una città che vuole dirsi moderna e sostenibile.

Un residente di via Padre Semeria".

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium