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Attualità | 07 dicembre 2023, 12:31

Sanremo: un 'treno' e una poltrona ma anche tante altre coccole per il nuovo reparto al Don Orione (Foto e Video)

Aperto da aprile è stato inaugurato oggi. E' totalmente innovativo per le cure dei malati colpiti dalla terribile malattia

Sanremo: un 'treno' e una poltrona ma anche tante altre coccole per il nuovo reparto al Don Orione (Foto e Video)

E’ stato inaugurato questa mattina, anche se è attivo da aprile scorso, il nuovo nucleo Alzheimer ‘Giovanni Paolo II’, all’opera Don Orione di Sanremo, che  si distingue come una innovativa realizzazione, unica in provincia di Imperia.

Due delle chicche del reparto sono: la poltrona vibro acustica e uno scompartimento che, grazie ad una televisione simula un viaggio in treno, con tanto di sala d’aspetto e di orario. Il reparto è sicuramente tra i più innovativi nella nostra regione e ha trovato subito il grande consenso degli ospiti, un luogo che si estende anche all’esterno con uno splendido giardino.

All'inaugurazione, oltre a don Fulvio Ferrari, erano presenti tutti i medici, gli operatori e gli infermieri del reparto, insieme alla benefattrice Adriana Hintermaan (nel ricordo del marito Attilio) c'erano per il Comune di Sanremo il vice Sindaco Costanza Pireri e l'Assessore Massimo Donzella; per la Regione l'Assessore Marco Scajola e il Consigliere Mabel Riolfo. Ha officiato la benedizione il Vescovo della Diocesi, Mons. Antonio Suetta.

Sono 14 i posti disponibili, tutti già occupati, di una struttura che utilizza il metodo di assistenza del gentlecare fondato da Moyra Jones, ovvero gestione del paziente affetto da demenza in una prospettiva d'insieme, modello definito protesico, volto cioè a impostare a ciascun paziente una assistenza personalizzata.

Il metodo Gentlecare propone di compensare i deficit dell'anziano e favorire le sue funzioni residue per migliorare al massimo la qualità di vita. L'assistenza protesica si basa su persone, programmi e ambiente logistico che devono essere riprogrammati in base alla definizione accurata dei deficit della persona in cura. Tale approccio nasce per l'assistenza alle persone con demenza di tipo Alzheimer.

La finalità del reparto è basata sulla cura non farmacologica ovvero tramite terapie alternative come quella del giardino Alzheimer, uno spazio progettato per stimolare i sensi e promuovere il benessere della persona attraverso la natura e i suoi benefici, la terapia del treno, attività che offre stimoli visivi e ricordi grazie alla proposta di un vero e proprio viaggio in treno, la stanza del rilassamento, dove i nostri ospiti posso rilassarsi su una comoda poltrona in una stanza dove vengono proiettate stelle sui muri e sul soffitto il tutto accompagnato da musica rilassante in sottofondo.

Vengono svolte attività socio educative quotidiane come attività ricreative, attività espressive, attività occupazionali e laboratoriali, attività neuro cognitive con finalità di rallentare in decadimento cognitivo, uscite su territorio, laboratorio di cucina, ma la vera perla del nostro reparto sono la pet therapy (attualmente vengono in struttura tre cani, un labrador, un setter e un beagle) la dolly therapy (bambole utilizzate per rassicurare e fornire conforto), il giardinaggio e orto-terapia. La ricchezza della proposta educativa rende la vita in struttura più varia, favorisce la socializzazione e l'esercizio di abilità che altrimenti andrebbero perse.

“Il reparto – dice l’educatore Fabrizio Rinaldi - offre dunque un approccio completo e all'avanguardia, mirato a migliorare la qualità di vita dei pazienti e offrire supporto alle famiglie. Sono ormai 20 anni che opero come educatore presso il Piccolo Cottolengo Opera Don Orione di Sanremo. In tutti questi anni ho dato molto ma soprattutto ho ricevuto molto dagli anziani con cui ho condiviso le mie giornate. Voglio ricordare Armando, per i grandi consigli sulla vita, Serio per avermi trasmesso il suo amore per la natura, Vanda e il suo carattere forte e deciso nel l'affrontare ogni cosa nonché una delle prime donne della storia italiana ad avere la nomina di cavaliere del lavoro, Giuseppina detta Pinuccia e la sua voglia di scherzare sempre, Rosemma per il suo modo di intraprendere ogni attività sempre con un grande sorriso e infine Matilde, unica per tutto, una vera signora, che si è dimostrata sempre forte, tanto da farmi organizzare il suo funerale mentre era ancora in vita, mio braccio destro per ogni attività organizzata, mia consigliera e grande amica con cui ho condiviso la vita di reparto e un po' della mia”.

Carlo Alessi

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