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Politica | 06 agosto 2022, 07:11

Rivieracqua società per azioni? A Taggia opposizioni pronte a dare battaglia "Troppi dubbi, non si considera il Referendum"

C'è anche chi auspica un cambio di rotta da parte di qualche consigliere di maggioranza che non sarebbe favorevole alla pratica che approderà in consiglio comunale il 9 agosto.

Da sinistra Marco Ardoino, Giuseppe Lo Iacono e Giuseppe Federico

Da sinistra Marco Ardoino, Giuseppe Lo Iacono e Giuseppe Federico

"Voteremo no, per un punto che lascia molti dubbi e non prende in considerazione una chiara volontà dei cittadini". E' quanto emerge a Taggia dalle forze di opposizione che hanno preso parte alla commissione consigliare che si è svolta ieri sulla trasformazione di Rivieracqua in società per azioni. Un cambio che in un prossimo futuro aprirà le porte all'ingresso del privato.

Il 9 agosto si preannuncia un consiglio comunale rovente non solo per le temperature. All'ordine del giorno non si parlerà di privati ma della modifica statutaria che oggi trova linea comune nei tre gruppi di minoranza. Una posizione difficile quella dei 5 consiglieri. Attraverso l'approvazione di questo cambio della forma societaria, in votazione a Taggia come negli altri comuni, il servizio idrico dovrebbe passare da Rivieracqua, società affidataria in house, ad una newco, una nuova società mista, pubblico privato. Il privato verrebbe scelto tramite gara a doppio oggetto: sulla partecipazione societaria e sulle condizioni di gestione del servizio.   

"Purtroppo dobbiamo evidenziare che non si fa minimamente accenno all'esito del referendum (quello del 2011 dove 27milioni di italiani si espressero per l'acqua pubblica ndr) e voteremo contrario proprio nel rispetto di quella volontà popolare. - afferma Marco Ardoino, consigliere comunale di Progetto Comune - La pratica c'è stata presentata come un discorso ricattatorio per via dei crediti maturati dal Comune. Appare chiaro che c'è un pacchetto già preparato, confezionato e venduto. Certo, se il consiglio dicesse 'No' sarebbe una posizione pesante che potrebbe cambiare tutto e riaprire la partita. Dubito che accadrà ma chissà che la notte non porti consiglio ad alcuni amministratori di maggioranza".

Il peso della decisione che uscirà dal prossimo consiglio comunale è importante anche per Giuseppe Lo Iacono, consigliere comunale de L'Alternativa: "La volontà del popolo perde per l'ennesima volta e il cittadino ne pagherà le conseguenze. Il comune di Taggia è uno dei capofila e la sua decisione potrebbe far saltare gli accordi. Ci sono pacchetti già decisi, con un sacco di soldi spesi dall'ente, con l'obiettivo di rientrare secondo quanto già stabilito. L'accordo è che Rivieracqua fino al 2026 restituirà i soldi al Comune, se non accettiamo il cambio societario rischiamo di perdere tutto. Auspico che nel consiglio ci sia un dibattito vero perchè questa non è una decisione semplice e andrà a influire su tutti". 

"La maggioranza si esprime solo con la forza dei numeri e ci sembra già di capire che non ci sarà spazio per decisioni personali o libere espressioni come visto ad esempio su Sanremo. Mi auguro che succeda perchè o si ha una propria personalità o non si ha. Si pagano scelte sbagliate fatte anni fa ma perchè oggi devono pagare i cittadini? Riprenderemo i soldi spesi? Con la nostra decisione poniamo le basi per l'ingresso del privato e se non riprenderemo i soldi? Ci avremo rimesso due volte. - conclude Lo Iacono - Qualunque sarà l'esito del consiglio comunale del 9, noi come Più Italia e L'Alternativa non lasceremo cadere la questione e abbiamo pronte già altre iniziative". 

Sulla questione economica che lega Rivieracqua al Comune di Taggia, Giuseppe Federico, consigliere comunale di Progettiamo il futuro, analizza: "La posizione politica è ovvia: chiedono una modifica perchè vogliono l'ingresso privato. In ballo ci sono i quasi 3milioni di credito che hanno maturato (Taggia verso Rivieracqua, qua il prospetto completo ndr). Noi come gruppo, saremo contrari al passaggio a società per azioni. Siamo onesti, non ci sono garanzie che il privato ci possa garantire queste rate, senza interessi e fino al 2026 con una situazione debitoria generale della società di 57milioni di euro". 

"Bisognerà anche vedere chi sarà il privato disposto a farsi carico di tutto questo. Considerando che le tariffe non possono essere aumentate e che non sappiamo come funzionerà questa collaborazione tra pubblico e privato, c'è il rischio concreto che quando il nuovo soggetto capirà che non c'è ritorno economico, dovrà necessariamente intervenire sulla gestione e sul servizio e quindi con tagli su manutenzione, personale e servizi all'utenza che già oggi non brillano. Insomma dove sta il guadagno se poi ci troviamo nella situazione attuale? Non si può trovare un'altra formula?" - si interroga il consigliere Federico 

"Tutto questo andava sicuramente discusso prima. Al netto della valutazione di come hanno amministrato e di come si sono posti gli enti verso Rivieracqua. Queste responsabilità non sta a noi denunciarle ma ci sono. Ci sono voluti molti anni per arrivare a questo punto, con Comuni che cambiavano idea. Tutto questo ci dà il senso di una società che non ha saputo portare a termine il compito per cui è nata. Oggi ci troviamo di fronte a una operazione che lascia forti dubbi e non solo per la posizione politica. Qui, bisogna creare una struttura oppure trovare una soluzione che rispetti il volere del referendum quindi preservare l'acqua pubblica e avere un servizio che sia davvero efficiente" - conclude Giuseppe Federico.

Stefano Michero

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