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Cronaca | 27 ottobre 2021, 15:39

Sanremo: clochard di corso Garibaldi, il Comune replica ai commercianti "La soluzione non è lo spostamento della panchina"

Il Comune ha chiesto ad ASL che l'homeless venga sottoposto a un ricovero prolungato o a un trattamento sanitario obbligatorio ma queste richieste sono state rigettate perchè non ci sarebbero le condizioni per applicarle.

Sanremo: clochard di corso Garibaldi, il Comune replica ai commercianti "La soluzione non è lo spostamento della panchina"

“Non c’è una soluzione definitiva al problema ma sicuramente non può essere lo spostamento di una panchina”. Questa la risposta dell’amministrazione comunale di Sanremo ad alcuni commercianti di corso Garibaldi per quanto riguarda i clochard e questuanti che hanno ‘occupato’ alcune panchine della via, importunando passanti e clienti dei negozi, oltre a creare una situazione di degrado in pieno centro (LEGGI LA NOTIZIA QUI).

Da tempo il Comune di concerto con la Polizia Locale sta attenzionando la situazione ma la ricerca di una soluzione si scontra con la burocrazia. Infatti, se in passato, per casi analoghi erano stati applicati dei fogli di via, per il l'individuo ‘indicato’ dai negozianti come responsabile, non si può seguire lo stesso iter, in quanto si tratta di una persona con cittadinanza italiana e residente a Sanremo. Il problema è legato a un soggetto ben noto ai servizi sociali e alla polizia locale del Comune di Sanremo. Con gli strumenti giuridici a disposizione stanno affrontando la problematica già da diversi mesi"  - precisano da Palazzo Bellevue.

Gli interventi della polizia locale nelle zone di Corso Garibaldi e piazza San Siro, sono diventati quasi all'ordine del giorno. Gli agenti sono intervenuti solo con allontanamenti temporanei e sanzioni amministrative, certamente non risolutive per il caso specifico in questione. I negozianti al di là dell’aspetto di ordine pubblico hanno richiesto un intervento socio sanitario nei confronti di questo clochard. Su questo aspetto il Comune ha replicato: “La persona è assistita da tempo dai servizi comunali preposti, sia con il supporto al pagamento dell’affitto di un alloggio, sia con l’attività di sostegno svolta da un’assistente. Quindi non è vero che l’amministrazione comunale non voglia farsi carico del problema o assistere l’individuo tramite i servizi sociali. E’ però del tutto evidente che questa problematica non possa essere affrontata solo con la polizia locale e i servizi sociali".

Allora come si dovrebbe intervenire? "Si tratta di una persona con evidenti problemi psichici e per questo è già assistita dalla ASL locale, oltre ad avere problemi di alcolismo alimentato purtroppo dalla questua e gravi problematiche igienico-sanitarie. In più di un occasione i Servizi Sociali hanno interessato la ASL, nello specifico il Dipartimento di Igiene e Salute Mentale. Abbiamo fatto più volte richiesta di un ricovero prolungato o di un trattamento sanitario obbligatorio che potrebbero essere le uniche soluzioni in grado di risolvere la problematica e aiutare concretamente e in modo definitivo questa persona. Queste richieste avanzate alla ASL sono state più volte rigettate in quanto ritiene che non ci siano le condizioni per operare in questo senso”. 

Stefano Michero

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