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Al Direttore | 18 luglio 2021, 09:32

Il tumulto di Sanremo del 1729 contro la Superba. Il racconto di Pierluigi Casalino

Il tumulto di Sanremo del 1729 contro la Superba. Il racconto di Pierluigi Casalino

Negli anni dal 1724 al 1730 la Repubblica di Genova cercò di acquistare Massa e Carrara dallo squattrinato duca Aleramo Cibo, ma l'affare non andò a buon fine. Riuscì, invece, l'acquisto di Busalla dal feudatario Carlo Spinola e ciò costituì una piccola consolazione dopo l'insediamento dei Savoia a Perinaldo, Seborga, Loano, Spigno e Serravalle.

Nel 1726, per il sequestro di alcune navi di Oneglia, i cui equipaggi furono accusati di contrabbando, Genova rischiò una guerra con il Piemonte, ma l'Imperatore Carlo VI inviò il governatore di Milano a fare opera di pacificazione. Tre anni dopo il console austriaco a Sanremo intervenne a placare un tumulto nato nella città (convenzionata alla Superba) per alcune troppo gravi imposizioni fiscali. Alla fine della guerra di successione polacca, grazie alla pace di Vienna del 1738, Carlo Emanuele III di Savoia si insinuava nel territorio genovese, prendendo possesso di una delle migliori vie di comunicazione con la Liguria; contemporaneamente i rappresentanti sabaudi mettevano in discussione la questione di Finale e riaffacciavano vecchie pretese e supposti diritti su Ventimiglia e Savona. I fuorusciti di Sanremo trovavano intanto rifugio a Perinaldo, organizzando dal quel territorio dei Savoia trame per minare il dominio genovese nel centro matuziano e incoraggiare le speranze di libertà dei sanremaschi. Gli eventi precipiteranno fino allo scoppio della rivoluzione di Sanremo del 1753 contro la Superba.

Pierluigi Casalino

Redazione

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